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Tenute Sella. Tre secoli di storia.

 

Tenute Sellall mondo del vino è pieno di storia e storie ricche di fascino. Alcune per lo più costruite per fini di marketing. Altre invece non hanno bisogno di interventi estetici per attirare l’attenzione.

È il caso di Tenute Sella. Un'azienda famigliare con radici profonde nella storia del nostro Paese. La stessa famiglia proprietaria da generazioni, a Lessona dal 1671, a difendere con affetto e convinzione le tradizioni.

È anche il caso del nebbiolo del nord-Piemonte, area dalle vicende complesse, per un certo tempo quasi dimenticata dal mondo del vino, ma rimasta sulla carta geografica della produzione vitivinicola grazie a chi ne ha conservato la presenza in vita. Ed anche grazie al potere di un terroir di grande espressività, nel lungo periodo difficile da ignorare.

CaliciPeccato che oggi non tutti riescano, nel pensare al nebbiolo, a volgere lo sguardo lontano dai territori più famosi: il nebbiolo è un’uva difficile, che non viene bene ovunque. È un’uva di terroir, nel senso che assorbe ed esprime il territorio invece di dominarlo. Ed esprime anche l’annata, con una grande mutevolezza che ne rispecchia tutta la capricciosa personalità.


La serata dedicata da AIS Milano a Tenute Sella è stata quindi un'eccellente occasione per apprezzare e memorizzare il nebbiolo di due territori del Nord Piemonte, Bramaterra e Lessona, ciascuno nelle stesse tre annate, constatando, con il naso nel bicchiere, quanto sia limitato e limitante fermarsi solo alle glorie del Barolo e del Barbaresco.

 

Tutti i vini dello stesso produttore, vinificati con la massima attenzione all'espressività dei vigneti. Ad accompagnarci, con la consueta passione e meticolosità, un grande appassionato del vitigno e della zona oggetto di discussione, Armando Castagno.


Lessona beneficia di un clima quasi mediterraneo, con una lunga stagione vegetativa e produttiva della vite, umida in primavera ed estate ma asciutta nella fase pre-vendemmia. I terreni sono per lo più formati da antiche sabbie marine, quindi drenanti e capaci di supportare lo sviluppo dell’apparato radicale delle viti.


Il relatoreBramaterra gode, grazie al vicino Monte Rosa, di un microclima favorevole alla coltivazione della vite: la massa stessa della montagna lo protegge dai venti freddi. Il suolo è completamente differente da quello di Lessona, costituito prevalentemente da porfidi disgregati, dove l'origine è vulcanica.


Notevole però in entrambe le denominazioni è la varietà dei suoli, come anche il contenuto di minerali. Comune il PH tendenzialmente acido, molto caratterizzante.

 

Ne emergono nel complesso vini eleganti, non esuberanti ma puliti ed integri nel frutto. Anche nei più giovani si denota una buona complessità. Emerge in tutti i casi un potenziale di invecchiamento che promette ancora maggiore eleganza e articolazione. I Bramaterra presentano più corpo e fisicità, ma pure rimangono, in un epoca in cui in molti casi si lotta con l’alcol, vini agili e non pesanti. Rimarchevole l’equilibrio acido sapido. Sono fini freschi, minerali, dai tannini ben presenti ma, grazie alla qualità delle uve, privi di ruvidità.

 

I viniAlla fine della serata abbiamo portato a casa due utili considerazioni: la prima è la conferma del potenziale delle due denominazioni; non è un segreto questo per gli appassionati, ma frequentare i vini del Nord Piemonte dà veramente grandi emozioni. Per questo è doveroso ringraziare sia chi ha continuato, come Tenute Sella, a produrre anche nei momenti bui, sia chi, come Armando Castagno, ha fatto il possibile per far conoscere la zona ed il suo valore. La seconda considerazione è che alla fine i vini della zona si sottraggono a qualsiasi generalizzazione oltre quanto sopra già descritto: annata e terroir si combinano in modo non semplicemente codificabile, invitando più di tutto a concentrarsi su cosa si ha nel bicchiere. Certamente l’opposto dei “vini frutto” immediati, privi di sorprese e ben adeguati a soddisfare la ricerca di standardizzazione ad un presunto “consumatore medio”.

In sintesi una serata non banale, che fa pensare e quasi impone all’appassionato di frequentare tale zona ed i suoi vini.