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Fonseca vuol dire Porto

 

FonsecaTorna a Milano Andrew Costello, per presentarci una seconda azienda produttrice di Porto; con lui a condurre la serata Ilaria Ranucci, per aiutarci a comprendere meglio questa realtà.

Il Porto, vino fortificato, nasce nella parte nord del Portogallo, lungo le rive del fiume Douro.

La zona produttiva si divide in tre distinte regioni: quella sita verso l’oceano si chiama Baixo Corgo ed è la meno interessante per quanto riguarda la produzione qualitativa; centralmente abbiamo Cima Corgo dove si ottengono i risultati migliori e verso l’interno del Paese, la regione del Douro superior, caratterizzata da poca presenza di aziende.

In tutto il territorio gli inverni sono rigidi e le estati torride, l’irrigazione di soccorso è ammessa solo per le vigne molto giovani.
Il suolo è composto in prevalenza da frammenti di roccia e le esposizioni delle vigne sono varie e diverse, proprio come il numero delle tipologie di vitigni usati.

Importantissimo, in tali condizioni, conoscere a fondo il proprio vigneto per ottenere il massimo dalle uve a seconda dell’andamento climatico annuale e del processo vegetativo della pianta.
La vendemmia deve essere per forza gestita in vari periodi, un valore aggiunto che porta più complessità al prodotto finale.

I relatoriTouriga francesa, touriga nacional, tinta roriz, tinto cão e tinta amarela, sono le principali uve a bacca rossa adoperate per la produzione di questo vino.
Spesso vengono raccolte da donne anziane esperte, le stesse che in certe occasioni pigiano ancora con i piedi i grappoli in cantina.
Fonseca ha ideato una pressa a forma di tino, che permette di intervenire con la massima precisione e velocità sulle uve vendemmiate.


In genere, la fermentazione parte dopo un giorno, senza l’aggiunta di nessun elemento esterno; il controllo dello zucchero è una condizione fondamentale: quando metà si è trasformato in alcol deve iniziare la fortificazione, con l’aggiunta di un distillato europeo a base di uva ad un rapporto uno a quattro rispetto alla massa.
Fino alla primavera successiva il porto rimane in cantina, poi con particolari navi, attraversa il fiume e arriva a Vila Nova de Gaia. Oggi il trasporto è ammesso anche via gomma.

Tawny, è una delle tipologie di Porto, ha la peculiarità di riposare in botti di seicento litri circa, con un affinamento ossidativo che ne modifica il colore e i sentori.
Per il Ruby invece i legni si fanno molto più grandi, permettendo al vino di mantenere le caratteristiche di pienezza e fruttuosità.

Per entrambe le tipologie, il prodotto appena messo in bottiglia è pronto per il consumo; altra storia è quella del Vintage che riposa anche molti anni in vetro prima di essere messo in commercio.

Quinta do Cruzeiro, Quinta do Panascal e Quinta de Santo Antònio, sono i tre possedimenti di Fonseca, acquistati negli anni settanta.
I vigneti storici hanno preziosi muretti a secco, belli da vedere ma difficili da mantenere. Negli anni sessanta, a causa della carenza della mano d’opera, sono nati i vigneti monovarietali composti da due filari vicini, che disegnano i pendii delle colline. Unapiù moderna e sostenibile concezione prevede dei gradoni, studiati per un ottimale drenaggio delle acque, sui quali si evidenzia una netta presenza di erba.

Passiamo ora alla degustazione di otto Porto, i vini sono stati serviti in coppia per affinità, per meglio farci apprendere le assonanze e le differenze.

Bin27 Finest Reserve, affinamento di tre o quattro anni in legno, morbidezza e pienezza sono le caratteristiche di questa tipologia di vino. Colore luminoso e corpo consistente. Naso con sentori vegetali e di frutta rossa matura. In bocca il tannino è presente, gentile ed avvolgente, senza diventare aggressivo. Un legno ben dosato e gestito.

I viniTerra Prima organic Finest Reserve, primo vino organico ottenuto da specifiche vigne. Al naso grande freschezza con una nota pungente che risulta comunque piacevole.

10 year old tawny, con questo vino s’inizia ad avere un sentore al naso di caramello e il colore diventa più scarico, la tonalità evidenzia una certa evoluzione. Grande espressione di vini assemblati, il frutto rosso è ancora presente e l’abbinamento culinario volge verso i piatti dolci.

20 year old tawny, l’evaporazione, durante questo lungo periodo di affinamento, arriva a circa metà della produzione. Il colore denota il passare degli anni e il naso segna un inizio di punta alcolica. Il frutto rosso è sparito ma ne rimane la dolcezza che avvolge il palato lasciandolo fresco.

Fonseca 1985 vintage, lungo affinamento in bottiglia dopo due anni in legno, quasi sempre abbiamo la necessità di decantare questa tipologia di Porto. Colore scuro e impenetrabile, vino in perfetta forma, ottima annata. Finezza ed eleganza.

Fonseca 1994 vintage, il vino presentato è stato invecchiato nella mezza bottiglia, prodotto super premiato anche dalla prestigiosa Wine Spectator. Annata che ha permesso ad alcune varietà di uva di esprimersi al meglio, anche se il clima non è stato ottimale per la vite. Sia al naso che al palato si denota l’evoluzione, un vino da meditazione da abbinarsi al limite con formaggi erborinati.

Quinta do Panascal 2001 vintage, vino che porta in etichetta il nome della tenuta più prestigiosa dell’azienda Fonseca. Al naso una pienezza di frutta rossa, sentori che echeggiano di calde estati e di terre secche.

Guimaraens 2001 vintage, vino ottenuto con le uve delle altre due tenute, dove il clima è più fresco, tale andamento climatico si rispecchia al naso con espressioni più mediterranee. Vino pulito di grande personalità.

Grande degustazione di Porto dell’azienda Fonseca, che ci ha donato diverse espressioni nei calici, relazionate alle metodologie produttive. Termina così questo viaggio nel nord del Portogallo alla scoperta del vino fortificato, accompagnati dai due fantastici conduttori.