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Vinitaly: consigli per… gli assaggi

 

VinitalyDurante una manifestazione come Vinitaly, con una moltitudine di aziende e di prodotti, è facile ritrovarsi a vagare incuriositi, attratti dagli espositori più particolari e dalle zone meno conosciute, ma anche finire a degustare sempre gli stessi (seppur ottimi!) vini.

Per questo, AIS Milano, alcuni giorni prima dell’evento che coinvolge migliaia di appassionati e addetti ai lavori, da diversi anni organizza una serata condotta  dall’esuberante Guido Invernizzi, con l’intento di fornire qualche spunto originale all’aspirante visitatore, privilegiando zone meno conosciute e vitigni “secondari” o poco noti.

Oltre alle classiche zone di produzione, note per i prodotti d’eccellenza, in ogni regione d’Italia si possono assaggiare spumanti, ottenuti con uve autoctone: nelle Marche, poco distante da Jesi, l’azienda Peruzzi produce il Metodo Classico Extra Brut 2010, ottenuto da uve verdicchio.
I terreni ricchi di fossili forniscono una buona acidità che rende il verdicchio un’uva vocata per la spumantizzazione.
Il relatoreNel calice, il perlage è fine; al naso emergono delicate note di fiori bianchi, anice, fiori di sambuco e una nota di lievito. All’assaggio si avvertono sentori di ribes bianco, piacevoli acidità e sapidità che contrastano con le sensazioni olfattive, seguite da un’invitante nota amaricante finale e una buona persistenza.

In ogni regione d’Italia si producono anche vini rosati, per molto tempo considerati un prodotto minore: in Puglia, regione con una vocazione vitivinicola già riconosciuta ai tempi dell’Impero Romano ma a volte sottovalutata, sono noti soprattutto i profumati rosati del Salento; eppure negli ultimi anni si stanno ottenendo risultati interessanti vinificando in rosato vitigni autoctoni, come il bombino nero nella provincia di Barletta-Andria-Trani e nel nord barese.
Il Castel del Monte DOC 2014 Torrevento, dal bel colore cerasuolo con sfumature corallo, al naso rivela piacevolissimi profumi di piccoli frutti rossi e melograno; in bocca il frutto, che ricorda quasi una caramella, viene seguito da un gradevole finale amaricante, di rabarbaro e arancia sanguinella: un vino molto piacevole, semplice ma con una buona persistenza.

L’Etna, con le vigne che crescono a fino a 700 metri, il clima di montagna caratterizzato da grandi escursioni termiche giornaliere, che possono arrivare a trenta gradi, regala vini di grande personalità, con una notevole concentrazione di profumi; le uve utilizzate sono nerello mascalese, poco colorato ma con buona acidità e tannini, e nerello cappuccio, più morbido, dalla speziatura caratteristica.
L’Etna Rosso DOC 2015 Barone di Villagrande, rosso rubino, ha un naso molto piacevole, con note fruttate di ciliegia, sottobosco, note minerali di carbone, polverose, e note speziate. All’assaggio emergono sapidità, un tannino fine e un elegante sentore speziato.

I viniSi torna in Puglia con un classico del Salento, il negroamaro; vitigno originario della Grecia, spesso vinificato in rosato, il Salento IGT Negroamaro 2014 Leone de Castris al naso presenta una nota di frutta matura, sentori di liquirizia, inchiostro; in bocca rivela una gradevole morbidezza, ritornano liquirizia e ciliegia e un tannino rotondo e piacevole.

Sempre dal Salento brindisino arriva il meno noto susumaniello, ovvero somarello, vitigno chiamato così per i grappoli molto carichi, utilizzato negli ultimi anni per ottenere vinificazioni in purezza molto interessanti.
Il Salento IGT Susumaniello 2013 Cantine Due Palme è caratterizzato da piacevoli note frutta in confettura, note erbacee e speziate (pepe verde); buona acidità e tannino incisivo completano il profilo di questo vino, da scoprire e apprezzare.

Il Primitivo di Manduria Sinfarosa Zinfandel 2011 Felline è un prodotto molto particolare, che si differenzia da gran parte dei vini da uve primitivo, caratterizzati solitamente da una spiccata morbidezza. Nel calice il colore vira verso il granato, al naso è ricco di sentori di frutta sotto spirito, di confettura, con in sottofondo un’interessante sostrato erbaceo, che stupisce in questa tipologia di vino. In bocca restano i sentori liquorosi di frutta sotto spirito, ma si perde la nota erbacea. Buona acidità, vino molto interessante.

La salaVitigno autoctono della Sardegna, il bovale dà vini ricchi di colore e polifenoli.
Nel Isola dei Nuraghi IGT 2011 Bovale Essentija Pala si avvertono già sentori olfattivi di terziarizzazione: frutta matura, legno bagnato, foglie, note animali. Assaggiandolo si scopre un vino dal carattere austero, con note di grafite, un tannino evidente e fitto, media acidità e buona sapidità.

In chiusura di questo percorso alla ricerca di vini diversi, poco noti o dimenticati, da scoprire e riscoprire non solo in occasione di Vinitaly, viene proposto in degustazione il Sangue di Giuda dell’Oltrepò Pavese DOC 2014 Conte Vistarino.
Tradizionale vino da dessert ottenuto da uva rara e croatina, entrambe caratterizzate da un buon contenuto zuccherino, e barbera, che aggiunge un tocco di acidità, si tratta di un prodotto molto piacevole, dalle sfumature rubino; al naso si avvertono freschi e dolci sentori di frutti rossi, che restano in bocca, accostati a una bella acidità e a uno zucchero ben gestito, mai stucchevole.