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I vini del Carso: dal mare alle rocce, dal bianco all’ “orange”

 

CarsoRoberto Filipaz, delegato di AIS Trieste, torna a Milano per presentare in anteprima l’iniziativa "Mare e Vitovska", che si tiene ogni anno in giugno presso il Castello di Duino; con lui dieci produttori, italiani e sloveni, per guidarci alla scoperta della vitovska, vitigno autoctono del Carso.

Mare e rocce, che caratterizzano il paesaggio carsico, sono anche gli elementi che rendono unico questo terroir ed emergono nella singolare personalità dei suoi vini; ponca, argilla e calcare, disciolti in quantità differente, rendono diversi i vini prodotti in terreni che distano solo pochi chilometri.

Le enormi grotte carsiche, con i fiumi sotterranei, garantiscono un buon drenaggio; le elevate escursioni termiche, stagionali e giornaliere, unite a fenomeni tipici di questi luoghi, come l’impetuosa Bora, consentono solo ad alcuni vitigni di resistere ed esprimersi al meglio, tra cui la vitovska, dalla spiccata vena acida e sapida.
Oltre che in bianco, i vini del Carso (cosi come nel Collio e in Istria), prevalentemente vitovska e malvasia istriana, vengono vinificati anche “in rosso”, ovvero con lo stile degli orange wine, con un periodo variabile di macerazione sulle bucce, a cui seguono filtraggi, uvaggi – a volte voluti, a volte casuali -  e un eventuale affinamento in legno.

Il relatoreUltimamente si sente parlare spesso degli orange wine, ma i produttori del Carso ci tengono a sottolineare che nel loro territorio questo procedimento ha origini antiche, e non ha nulla in comune con le sperimentazioni compiute altrove negli ultimi decenni.

Vini in degustazione:
La Vitovska 2015 di Grgic, affinata in acciaio dopo 24 ore di macerazione, presenta al naso note di susine gialle mature, di santoreggia e in bocca una freschezza accentuata e una chiusura decisamente sapida, marina; si avverte l’influsso dei terreni, con alta percentuale di terra rossa, e della posizione sull’altipiano carsico.

Fattoria carsica e osmiza, Bajta produce anche vini: la Vitovska 2015 Mainik (che in sloveno significa “di maggio”) ricrea nel bouquet i sentori primaverili del Carso, essenze floreali che contrastano piacevolmente con l’acidità citrina che si avverte all’assaggio, a cui si affiancano erbe aromatiche e una bella nota sapida.

Dopo una macerazione di 28 giorni, nessuna filtrazione e una sosta in legno di due anni, la Vitovska 2015 Lune di Milic, azienda nata nel lontano 1489, rivela nel calice una fresca acidità e un’incredibile persistenza: la macerazione regala note di pesca a pasta gialla, albicocca quasi disidratata, ginepro ed erbe aromatiche, sentori balsamici, su un tipico fondo sapido-marino.
 
Zahar, piccolo produttore di San Dorligo della Valle, propone in degustazione una Vitovska 2016: al naso si avvertono profumi fruttati e netti sentori balsamici, quasi di pineta, di bosco; in bocca lascia una buona persistenza, nonostante la gioventù.
 
I produttoriTavçar si trova sul territorio sloveno dell’altipiano carsico, caratterizzato, oltre che dalle caratteristiche pietre, dalla terra rossa. La Malvasia 2015 viene fatta macerare per cinque giorni e sosta per un periodo in botti di legno: al naso si notano sentori di frutta gialla, in bocca la morbidezza e la rotondità si bilanciano con la freschezza. Vino molto persistente, con una piacevole chiusura sapida.
 
Nel Carso sloveno si trova anche Štemberger, azienda che produce vini biologici; la Vitovska 2015, raccolta tardivamente, ha fatto cinque giorni di macerazione sulle bucce e una sosta di un anno e mezzo in tonneau. Al naso si avvertono profumi di albicocca, ciliegia bianca, sentori di erbe aromatiche (salvia, rosmarino, santoreggia, basilico); l’ingresso in bocca è sapido e fresco. Un vino complesso, di notevole persistenza gusto-olfattiva.
 
Sosta cinque giorni a contatto con le bucce anche la Vitovska 2015 dell’azienda slovena Çotar; la macerazione avviene senza controllo, successivamente il vino affina per un anno e mezzo in grandi tini di legno. Di produzione biologica, viene imbottigliato senza trattamenti e correzioni. Nel calice si avvertono sentori di albicocca matura, incenso, frutta secca, dattero, tabacco; in bocca colpisce una sensazione quasi tannica.
 
Zidarich, considerato il pioniere dei vini del Carso, ha contribuito alla loro diffusione al di fuori del territorio; la Vitovska 2009 proposta in degustazione ha fatto una macerazione di un mese sulle bucce, a cui è seguito un affinamento di quattro anni in botte grande e un ulteriore anno in bottiglia. Non dimostra i suoi otto anni: al naso si avvertono variegati sentori floreali, di albicocca disidratata e una nota di caffè; al sorso si rivela molto gradevole: emergono freschezza, acidità e un bell’equilibrio, pur nella sua complessità.
 
L’Ograde 2014 di Skerk è un uvaggio di vitovska, malvasia istriana, pinot grigio e sauvignon, un blend che descrive le peculiarità del territorio; il pinot grigio regala il colore ramato, al naso ha sentori floreali, di piccoli frutti rossi; in bocca spiccano sapidità e freschezza.
 
In chiusura la Malvasia istriana dolce di Rençel, annata 2003: l’uva viene fatta appassire sei mesi in cassetta e dopo fa un passaggio in legno di ben otto anni. Il vino che si ottiene è molto particolare: si avvertono profumi di caramella, pasticceria, miele d’acacia, pesca sciroppata, sentori di curcuma, rabarbaro e ginepro, seguite da sensazioni mentolate. In bocca si avverte la sensazione dolce, ma bilanciata da una buona freschezza.
 
Dieci produttori, tra Italia e Slovenia, e dieci vini che, nella loro diversità, rappresentano la versatilità di vitovska e malvasia istriana e il carattere unico del Carso; una terra difficile, aspra, pietrosa, battuta dal vento e dalle mareggiate, rude; ma che quando svela il suo animo passionale e impetuoso, magari in un calice di vino, sa regalare emozioni forti.