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Trentodoc, uno spumante fatto con metodo


TrentodocIl benvenuto alla Masterclass sul Trentodoc, in occasione dell’esclusivo banco di degustazione con l’eccellenza delle bollicine metodo classico di montagna, ci arriva da Maurizio Dante Filippi, miglior Sommelier d’Italia 2016 e Premio Trentodoc: non poteva esserci quindi imprinting più qualificato.

Il seminario di approfondimento si propone di sottolineare il legame tra gli otto calici in degustazione e la responsabilità del territorio: a parlare sarà il vino come espressione delle condizioni pedoclimatiche della regione, favorevolissime per la produzione di questi spumanti.

 

Il vino come prova dell’identità regionale, portatore di segni e legami riconoscibili e distintivi del territorio.
Se a tutto questo si aggiungono le regole fissate da un disciplinare rigorosissimo, il gioco è fatto: massima attenzione alla coltivazione e attenta selezione delle uve, di provenienza esclusivamente regionale, rifermentazione in bottiglia e prolungato contatto con i lieviti, seguita da maturazione.

TrentodocL’Ora è il vento caldo che accarezza il Trentino, una piccola regione a forma di foglia di vite (era destino!), incastonata tra le Dolomiti (quello straordinario monumento naturale che per l’Unesco è Patrimonio Mondiale dell’Umanità) ed il Lago di Garda, ultimo baluardo a nord delle virtù mediterranee del nostro Paese.

Molto interessante l’incip di Maurizio, racconta che spesso si sente rivolgere da clienti ed amici questa domanda: “Qual è il vino che preferisci?”. Maurizio non ha dubbi, la risposta è sempre la stessa, inequivocabile: “Quando?”.
Il vino preferito è il vino che emoziona in un momento particolare ed unico, che evoca un ricordo, un sentimento, la piacevolezza di una sensazione o la scoperta di un nuovo piacere.
Il Trentodoc, con quella inconfondibile sfericità delle due “o” che ricorda il remuage, è montagna, tramonto, sale, meleti, lavoro delle api, bancarelle di montagna, soffio del Lago di Garda, l’importante è immaginare!

È la bollicina a personalizzare e firmare ogni calice: altro non è che la componente che veicola ed espande le sensazioni dei grandi vini. Su un territorio di circa 10.000 ettari vitati (pari al 50% del territorio regionale), 45 case spumantistiche producono oltre 7 milioni di bottiglie, pari a circa il 35% della produzione classica nazionale.

Da uve chardonnay e pinot nero, ma anche di pinot bianco e pinot meunier si ottiene il vino base, l’aggiunta di lieviti e zuccheri, la maturazione lenta sino alla presa di spuma, il passaggio sulle pupitres ed il lento movimento del remuage (la delicata e periodica manovra per muovere il contenuto all’interno della bottiglia) accompagnano il vino sino al dégorgement, la sboccatura che è esplosione di energia e vitalità. L’estrazione si completa con l’addizione di un mix segreto tra zucchero e vino di pregio, ma qui siamo già nella leggenda, declinata nelle diverse tipologie. Bollicine ovunque, e Maurizio commenta: “La bollicina è come il prezzemolo, dove la metti sta”.

TrentodocI calici in degustazione, solo da millesimati, ci coinvolgono in un’esperienza sensoriale preziosa, un gioco dei sensi in cui i profumi inconfondibili delle fragranze floreali e fruttate si intrecciano ad un gusto pieno, rotondo, opulento ma a tratti sferzante per la verticalità, in equilibrio tra acidità e morbidezza. Nel calice ritroviamo la Valle dei Laghi, la sedimentazione glaciale calcarea, i boschi e le cave di porfido, i vigneti con pendenze significative. Il tutto in un’intensità cromatica sorprendente, in condizioni di perfetta luminosità. 

La bollicina, delicata ed elegante, spumeggia e arriva ovunque, in presenza di una grande componente minerale. Sono vini camaleontici: pochi attimi nel bicchiere e le sensazioni cambiano di continuo, ne arrivano di nuove, in un effluvio sensoriale di rara pienezza gustativa. Pesca, albicocca e sottili ricordi di vaniglia veicolano sensazioni di dolcezza; note verdi di erba fresca ed aromatica tra lavanda e salvia regalano vivacità e intensità fresche; fiori d’arancia e mela golden si intrecciano a eleganti note eteree e piacevolmente polverose; nocciole tostate, cioccolato bianco e crosta di pane sono seducenti e rassicuranti al palato. Dolcezza e acidità, mineralità e morbidezza, in un continuo alternarsi in cui la bollicina si fa spazio, e, in presenza di solo pinot nero, diventa protagonista quasi prepotente, il vino raggiunge la pienezza gustativa e ci rapisce.


TrentodocQuesti i vini proposti:
Trentodoc Pisoni Nature Millesimato 2013 – Pisoni F.lli
Trentodoc Rotari Alperegis Pas Dosé Millesimato 2011 - Rotari
Trentodoc Moser Brut Nature 2011 – Moser
Trentodoc Valentini di Weinfeld Brut Millesimato 2013 – Vivallis
Trentodoc Altemasi Millesimato 2012 – Altemasi
Trentodoc Madonna delle Vittorie Brut Millesimato 2012 – Madonna
Trentodoc Pedrotti Brut Millesimato 2012 – Pedrotti Spumanti
Trentodoc Ferrari Perlé Nero 2009 – Cantine Ferrari


Il percorso al termine è irrinunciabile, il banco di degustazione ci attende, con la prima uscita di trenta case spumantistiche trentine. Un avvenimento importante ed esclusivo, per un parterre ricco di sommelier, professionisti ed estimatori di questi vini.
Dalle bollicine di montagna ai calici di città il passo è breve. #savethedate, arrivederci al 2018.