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Il rapporto tra vitigno e altitudine nella qualità dell’Alto Adige


Alto AdigeLa denominazione Alto Adige/Südtirol DOC, con i suoi circa 5400 ha vitati, è tanto piccola quanto piena di spunti di riflessione sulla qualità proveniente da questa eccellente zona di produzione.

Vini “alpini dal fascino mediterraneo”, come suggerisce Pierluigi Gorgoni, profondo e appassionato conoscitore di questo territorio e conduttore della serata. Una definizione centrata, vista la media di trecento giorni di sole l’anno e l’aria calda proveniente dal mare Adriatico che impatta sul muro alpino alto oltre tremila metri, donando all’intera area produttiva un clima ideale.

 

La chiave di lettura di questo approfondimento è il rapporto tra i circa venti vitigni presenti in Alto Adige e le differenti altitudini alle quali vengono coltivati, su un mosaico di terreni di diversa composizione.

Il relatoreSalendo lungo un sentiero attraverso le vigne, troviamo, tra 200 e i 400 mt., le uve bordolesi a bacca scura, gli autoctoni lagrein, schiava e gewürztraminer e il pinot nero. Tra i 400 e 650 mt., l’habitat ideale per le varietà a bacca bianca del calibro di sauvignon blanc, pinot grigio e pinot bianco.
Ancora più in alto, fino ai 1000 mt., la perfetta collocazione delle piante di vitigni resistenti a basse temperature, come riesling renano, müller thurgau e kerner.

Prendendo l’automobile, percorriamo da sud a nord le sette aree vitivinicole.
La prima tappa è la Bassa Atesina, molto rappresentativa grazie alle differenti altitudini delle sue vigne.
La grande varietà di Cortaccia, la zona di Söll eccezionalmente vocata per il gewürztraminer a Termeno e l’unicità climatica ideale per il pinot nero a Mazzon, ci invitano a proseguire questo viaggio.
Caldaro e il suo lago ci introducono nell’Oltradige, regno della schiava e di Cornaiano e di Appiano, il comune con la maggior estensione di vigneti.
L’area di Bolzano, con i suoi terreni rossi ricchi di porfido e ferro, è il crocevia della nostra esplorazione e può vantare due sottozone prestigiose: St. Magdalener per la schiava e Gries per il lagrein.

Decidiamo quindi di procedere verso ovest, inoltrandoci nella Val d’Adige, dove spicca il pinot bianco, che, nei vigneti che si radicano su suolo porfirico a Vorberg e calcareo a Sirmian, offre il meglio di sé, risultando fresco e teso il primo e mediterraneo il secondo.
Incontriamo poi Merano, vocata per i rossi, in particolare il pinot nero, e in generale in grande crescita qualitativa. L’area più occidentale è la Val Venosta, pienamente esposta a sud, composta da rocce e gneiss e habitat perfetto per grandi riesling renani.
Torniamo al nostro crocevia e ci addentriamo,verso est, nella stretta Valle Isarco che concede spazio a pinot nero e schiava solo al suo imbocco, mentre la necessità di vigneti ad alta quota lasciano spazio a vitigni come il sylvaner, kerner e grüner veltliner, che qui sanno esprimersi ad alti livelli. Prima della degustazione un dato significativo: il 75% dei vignaioli è associato a cantine cooperative, grandi protagoniste di questa zona produttiva.

la salaDopo tanto viaggiare, ci fermiamo per degustare otto vini.

L’Alto Adige Müller Thurgau Pursgla DOC 2016 (100% müller thurgau, 600 mt., Salorno) di Josef Weger ci conquista con le sue note di mela croccante, di noce moscata e pepe, con bocca agrumata, fresca e sapida, ma con finale avvolgente e lungo.

Con l’A.A. Pinot Bianco Plattenriegl DOC (100% pinot bianco, 450-550 mt., Appiano) di Cantina Girlan si cambia registro, grazie a una succosa mela golden, agrumi, fiori bianchi, tocchi speziati e minerali. Al palato è pieno e carnoso, con finale rinfrescante.

Il Vigneti delle Dolomiti Bianco Enosi IGT 2014 (70% riesling renano e 30% sauvignon blanc, 550 mt., Termeno) di Baron di Pauli mette in evidenza al naso il sauvignon e i suoi sentori di sambuco, salvia e pesca tabacchiera, coadiuvati da agrumi e mineralità del riesling. In bocca è l’opposto, con l’uva renana a dare grande freschezza e bevibilità.

L’A.A. Sauvignon Sanct Valentin DOC 2016 (100% sauvignon blanc, 460-600 mt., Appiano) della Cantina di San Michele Appiano mostra una vocazione alpina, balsamica, con tante erbe aromatiche, che trova conferma all’esame gusto-olfattivo.

L’A.A. Gewürztraminer Vigna Kastelaz DOC 2016 (100% gewürztraminer, 340-380 mt., Termeno) di Elena Walch ci stupisce con non banali note di agrumi, malva e genziana, accanto a sentori poco invadenti classici del vitigno. Grande equilibrio e persistenza al palato.

il relatoreL’A.A. Lago di Caldaro Classico Superiore Pfarrhof DOC 2016 (100% schiava, 300-400 mt., Caldaro) di Cantina Kaltern ben rappresenta questa uva, con sentori ferrosi, di piccoli frutti rossi e pepe e un tannino fine che rallenta la verticalità della freschezza e della sapidità.

L’A.A. Pinot Nero DOC 2016 (100% pinot nero, 200-420 mt., Appiano, Caldaro e Bolzano) di Muri-Gries Tenuta Cantina Convento ci ammalia grazie alle fragoline di bosco, al lampone, alla bella speziatura, a un tannino setoso e una freschezza invitante.

Terminiamo con il corposo, caldo e persistente A.A. Lagrein Riserva Taber DOC 2014 (100% lagrein, 250 mt., Bolzano/Gries) di Cantina Bolzano, con le sue tipiche note di viola, mirtilli, ginepro, liquirizia e spezie scure.

L'evento si conclude con un generoso piatto di Stelvio DOP e di Speck IGP, accompagnati da golosi pezzi di Schüttelbrot, schiacciatine di segale aromatizzate al cumino e finocchio, allietati e divertiti da aforismi e poesie di Neruda, Goethe e altri autori, letti dal nostro Gorgoni.