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Velenosi: dal giovane amore al vertice delle Marche

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Recensioni | Giacomo Pelatti

Il rapporto tra vitigno e altitudine nella qualità dell’Alto Adige

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Caffè e vino: un matrimonio combinato!

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Trentodoc, uno spumante fatto con metodo

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Greco di Tufo, l’oro d’Irpinia ha molte sfumature

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Recensioni | Barbara Sgarzi

Recensioni

Velenosi: dal giovane amore al vertice delle Marche


VelenosiMarche, Ascoli Piceno, 1984. Ettore e Angela Velenosi, 25 anni lui e 20 anni lei, sono una giovane coppia di sposi che ha ricevuto in dote 4 ha vitati in località Brecciarolo.

Inizia così la storia della cantina Velenosi. Oggi è una delle realtà marchigiane più premiate, con 165 ha di vigna totale coltivati soprattutto a vitigni autoctoni, che rivestono un ruolo di primo piano assoluto nella produzione della regione.

 

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Il rapporto tra vitigno e altitudine nella qualità dell’Alto Adige


Alto AdigeLa denominazione Alto Adige/Südtirol DOC, con i suoi circa 5400 ha vitati, è tanto piccola quanto piena di spunti di riflessione sulla qualità proveniente da questa eccellente zona di produzione.

Vini “alpini dal fascino mediterraneo”, come suggerisce Pierluigi Gorgoni, profondo e appassionato conoscitore di questo territorio e conduttore della serata. Una definizione centrata, vista la media di trecento giorni di sole l’anno e l’aria calda proveniente dal mare Adriatico che impatta sul muro alpino alto oltre tremila metri, donando all’intera area produttiva un clima ideale.

 

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Caffè e vino: un matrimonio combinato!


Il dessertLe note rock di Fiorella Mannoia, che a Sanremo nel 1981 cantava "Caffè nero bollente", ci riportano con la mente alla serata Senso, organizzata da AIS Milano.

Una cena didattica dedicata al caffè e ai possibili abbinamenti con il vino sembra una scelta apparentemente contraria ad uno dei "comandamenti" del buon sommelier: non degustare se hai bevuto caffè!

 

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Trentodoc, uno spumante fatto con metodo


TrentodocIl benvenuto alla Masterclass sul Trentodoc, in occasione dell’esclusivo banco di degustazione con l’eccellenza delle bollicine metodo classico di montagna, ci arriva da Maurizio Dante Filippi, miglior Sommelier d’Italia 2016 e Premio Trentodoc: non poteva esserci quindi imprinting più qualificato.

Il seminario di approfondimento si propone di sottolineare il legame tra gli otto calici in degustazione e la responsabilità del territorio: a parlare sarà il vino come espressione delle condizioni pedoclimatiche della regione, favorevolissime per la produzione di questi spumanti.

 

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Greco di Tufo, l’oro d’Irpinia ha molte sfumature


IrpiniaL’oro di Irpinia protagonista della prima serata AIS dopo la pausa estiva.

Ed è confortante, quando il clima inizia a rinfrescarsi e l’aria della sera per la prima volta punge, rifugiarsi nel giallo caldo e avvolgente del Greco di Tufo, raccontato con passione e competenza da Monica Coluccia.

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Carricante, la fumata bianca del vulcano

 

CarricanteUn avvocato di Lissone e una manager di Genova che produce vini in Basilicata si incontrano sull’Etna. Non è l’inizio di una barzelletta ma di un bel sodalizio, quello tra Antonio Erba e Viviana Malafarina, che ci riportano un racconto di viaggio con nove eccezionali testimoni: i vini bianchi del vulcano.

Iniziamo con un fuori tema graditissimo, il Saxanigra Brut 2011 Destro, un bel metodo classico sapido e agrumato. Evidentemente non si tratta di Etna bianco e nemmeno di carricante; a comporre questo spumante sono le uve in purezza di nerello mascalese, vitigno divenuto simbolo della viticoltura etnea, che per grandissima parte veste di rosso.

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La Campania del vino in un'unica imperdibile degustazione

 

CampaniaGià è difficile riassumere in poche righe una serata "standard" di Armando Castagno. Figuratevi quella magistralmente condotta durante i festeggiamenti del 52° compleanno AIS che ha tenuto incollati alle sedie i partecipanti per quasi quattro ore.

Una vera e propria full immersion nel territorio campano e nei vini selezionati da Armando, mai serviti in una degustazione pubblica. Per i molti reduci del master sulla Campania, una ghiotta occasione di ripasso e un'ulteriore conferma delle infinite sfaccettature che i vini di questo territorio possono esprimere. 

 

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La mille e una vita dell’albana di Romagna

 

Albana di RomagnaDallo spumante metodo classico al bianco secco da invecchiamento, dal passito botritizzato fino alla grappa: sono tante le declinazioni di uno dei vitigni italiani più promettenti, paradossalmente anche uno dei meno conosciuti, l’albana.

Lorena Oddone e Davide Gilioli hanno girato la Romagna in lungo e in largo per scovare i vini capaci di raccontare la versatilità e la potenza dell’albana. Il risultato? Sette assaggi sinceri, sette storie, sette vite e un’anima sola.

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I Campi Flegrei di Plinio il Vecchio

 

Campi FlegreiGaio Plinio Cecilio Secondo conosciuto come Plinio il Vecchio, probabilmente nato a Como e morto a Stabiae, l'attuale Castellammare di Stabia, ha dato un grande contributo ai primi studi sulla viticoltura, già in giovane età si recò a Roma per colmare la sua sete di sapere.

È conosciuto soprattutto per l’opera Naturalis historia, composta di trentasette volumi, un preziosi testo sulle materie scientifiche e tecniche. S’innamorò ben presto della "Campania Felix", prolungamento naturale di una Roma imperiale e sfarzosa che, proprio in quelle terre, aveva costruito le ville più magnificenti.

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Champagne: 45.000 voci fuori dal coro

 

ChampagneEsistono i vini da sogno? Quelli che il solo pronunciarne il nome genera una sorta di venerazione spontanea e sincera? Sì, esistono. E lo champagne rientra sicuramente tra questi.

L’Associazione Italiana Sommelier ha dedicato anche quest’anno un posto importante alla conoscenza dello spumante più famoso al mondo, lo champagne, con un master a cura di Roberto Bellini, ambasciatore della Champagne, vicepresidente nazionale e da anni relatore sull’argomento.

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