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Domaine de la Pinte, Les vins du Jura

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L'instancabile Guido Invernizzi ci fa conoscere una Regione della Francia non molto nota, lo Jura, una piccola area con ...

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Vini Insoliti (sospetti o insospettabili?)

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Un “atto di fede”, da parte della platea di sommelier, a Samuel Cogliati, degnamente ripagato con la degustazione di set...

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Barbera: territorio ed invecchiamento

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Una serata diversa, nella quale non abbiamo analizzato il vino nel bicchiere ma siamo andati a conoscere le potenzialità...

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La Valtellina di Nera: nebbiolo senza riserve

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Dopo diverse belle serate su vini e vitigni di zone anche remote, AIS Milano ha dedicato un intero incontro ad un produt...

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La grandezza multiforme dello Châteauneuf du Pape

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Per ogni francese appassionato di enologia lo Châteauneuf du Pape è il grande vino del sud. Un territorio di quasi 3200 ...

Recensioni | Giovanni Bordin

Territori e Vini

La Valtellina di Nera


nera logoDopo circa tre ore di viaggio arriviamo a Chiuro, presso l’azienda Nera, realtà importante della produzione valtellinese, con i suoi 30 ettari di vigneto di proprietà, cui si aggiungono le uve di 250 selezionati piccoli produttori.

La visita inizia tra i vigneti ubicati nella sottozona Inferno. Qui Stefano Nera, enologo e direttore di tutta la produzione, ci parla della situazione del vigneto valtellinese, dove negli ultimi anni, anche a causa del cambiamento climatico e dell’arrivo di barbatelle da diverse parti del mondo, sono comparse alcune malattie della vite come oidio e peronospora, un tempo pressoché assenti.

 

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Lorenzo Accomasso, il "cavaliere" del Barolo


p014 cartello accomassoDalla prima vendemmia con il padre Giovanni e la sorella Elena, nel lontano 1958, non ha mai abbandonato la sua casa a La Morra, così come non ha mai abbandonato i suoi vigneti: Rocche e Rocchette, le “perle dell’Annunziata”.

"Le donne, i cavalier, l'arme, gli amori, le cortesie, l'audaci imprese io canto…" così cinquecento anni fa il grande poeta ferrarese Ludovico Ariosto apriva L’Orlando Furioso.

 

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Viaggio studio in Borgogna


BorgognaPer la prima volta la delegazione AIS di Milano organizza un viaggio studio nella leggendaria Borgogna: un’occasione unica per conoscere da vicino questo territorio, punto di riferimento enologico mondiale e simbolo dell’espressione del terroir.

Ammettiamolo, uno dei più grandi sogni di qualunque appassionato di vino è poter degustare le annate storiche dei celeberrimi Romanée-Conti o dei vari Montrachet: alcuni tra i più grandi vini al mondo, prodotti in piccolissimi lembi di terra in una regione francese dalla storia e dalle tradizioni millenarie, la Borgogna.

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Vini estremi e viticultura eroica


p012 terrazzeTintore e Fiorduva: le perle della Costiera Amalfitana.

Ci sono dei territori in Italia dove la coltivazione dell'uva è una cosa a dir poco proibitiva. In queste zone, i vitigni, crescono fra le rocce e su terra scoscesa. Discendenti della fatica e della laboriosità dell'uomo, prodotti in zone spesso sconosciute e geograficamente impervie, queste viti trovano la loro casa su minuscoli fazzoletti di terra. Oggi il nettare prodotto in tali condizioni, viene riconosciuto in una più lusinghiera categoria, quella dei vini estremi o eroici.

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Diano d’Alba, l’orgogliosa cenerentola delle Langhe


p011_campanileIn un territorio in cui regna incontrastato il nebbiolo, a Diano d’Alba è il dolcetto il vero protagonista.

Diano d’Alba è un vero paesino langarolo, con la piazza centrale, la chiesa col campanile i cui rintocchi scandiscono un tempo che qui sembra essersi fermato; ci sono le trattorie tipiche che profumano di brasato e tartufo, le piccole drogherie dove acquistare qualsiasi genere alimentare e, tutto intorno, i vigneti, ma non di nebbiolo e barbera, come avviene nei comuni limitrofi, a Diano d’Alba il vitigno principe è il dolcetto.

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I colori del vento


I colori del ventoL’oro di Pantelleria, caratterizzato dai colori e sapori dell’uva zibibbo, inconfondibile nei vigneti ad alberello basso

Una sagoma in lontananza inizia a delinearsi, maestosa, piano piano ci avviciniamo. Il calar del sole rende l’arrivo ancora più suggestivo. L’aria un po’ rarefatta aumenta la sensazione acre che insieme al dondolio della barca esalta il palpito dell’avvicinamento a riva.

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Cori: una piccola DOC laziale


Vitigno BelloneConosciuti fin dai tempi dei Romani, il Bellone ed il Nero Buono sono i vitigni che caratterizzano i vini della DOC Cori

La curiosità, alcune volte, porta a piacevoli scoperte. Senti parlare di due vitigni, il Bellone e il Nero Buono, così poco noti. Ti metti a fare un po' di ricerche su qualche testo, in internet. Scopri che sono due vitigni autoctoni dell'Italia centrale, vinificati in purezza solo nella DOC Cori.

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Il Vin Santo e il suo castello


p010_castello_vigolenoAlla scoperta del Vin Santo di Vigoleno, la Doc più piccola d’Italia.

Il bellissimo borgo medioevale di Vigoleno si staglia maestoso sulle colline che circondano la Valle dello Stirone, in provincia di Piacenza. La sua storia è strettamente legata a quella di una piccola chicca enologica che si produce da secoli nelle terre che lo circondano: il Vin Santo di Vigoleno.

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Il nebbiolo di Ghemme


Stemma del comune di GhemmeÈ il nebbiolo il principale vitigno di questa piccola grande DOCG collocata tra il Ticino e la Sesia, nell'alto Piemonte

A nord di Novara, quasi a ridosso del lago d’Orta, si snodano le Colline Novaresi, area delimitata orograficamente dal Ticino a est e dalla Sesia a ovest. Nel versante occidentale, definito “distretto di Monte Regio”, tra la Sesia e l’Agnona, si susseguono, da nord a sud, quattro denominazioni: Boca, Ghemme, Sizzano e Fara, tutte comprese all’interno della ben più estesa area della DOC Colline Novaresi.

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Cinque Terre, terra di vino


Vigneti a picco sul marePiccoli appezzamenti a picco sul mare, viticoltura eroica, cantine minuscole e una grande tenacia per vini DOC di pregio

Liguria, punta estrema della Riviera di Levante: quindici chilometri di scoscesa costa rocciosa e cinque paesini di origine medioevale formano l’area conosciuta con il nome di Cinque Terre.

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