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I vini di montagna della Val di Susa


p009_Valsusa_chiesaLe difficoltà, la passione e le particolarità della viticoltura valsusina

La Val di Susa, Valsusa in piemontese, è una valle alpina longitudinale situata a ovest di Torino, solcata dalla Dora Riparia in cui si rispecchiano le alte cime innevate delle Alpi Cozie e Graie.

Fino a pochi anni fa questa tranquilla e pacifica valle era nota per le famose mete sciistiche e gli spettacolari tesori artistici come la Sacra di San Michele o l’Abbazia della Novalesa; oggi invece la Val di Susa è, suo malgrado, passata agli onori delle cronache per la costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione e per le conseguenti proteste da parte del movimento No Tav.


E’ invece un altro il motivo che spinge gli appassionati di vino a visitare questo territorio: i vitigni autoctoni che vengono coltivati sui suoi pendii, spesso sconosciuti ai più ma da cui si ottengono vini unici ed interessanti. Avanà, becouet, chatus, grisa nera, baratuciat, gros blanc sono solo alcuni dei vitigni che rendono questa valle un meraviglioso scrigno di particolarità enologiche; a questi si affiancano i più o meno noti barbera, dolcetto, neretta
cuneese e carcairun (gamay). Questi vigneti sono coltivati da secoli nella quasi totalità dei comuni della bassa valle e in alcuni dell'alta valle, con particolari concentrazioni a Chiomonte, Gravere, Giaglione, Susa e Chianocco.


Le viticoltura valsusina affonda le proprie radici nella storia; già in epoca preromanicap009_valsusa_new_sibille
intorno a Susa si hanno testimonianze di popoli che coltivavano la vite. Risale al 739 d.C. il “Testamento di Abbone”, fondatore dell’Abbazia della Novalesa, da cui emerge l’importanza della viticoltura nella valle: il suo lascito era costituito anche da terreni coltivati a vite. Altre testimonianze storiche risalgono all’anno mille quando, nel comune di Chiomonte, vi erano terre coltivate col vitigno avanà nella regione Segneur, luogo dove ancora oggi sono coltivati diversi vigneti; nello stemma del piccolo comune è raffigurata una vigna con due grappoli d’uva. La fillossera, lo spopolamento, l’industrializzazione e le difficoltà di produzione hanno ridotto la superficie coltivata a vite a solo una decina di ettari, ma la volontà e i sacrifici di pochi produttori coraggiosi hanno permesso alla viticoltura di sopravvivere sino ad oggi.


Nonostante questa storia secolare, la Doc Valsusa è decisamente giovane; è nata solamente nel 1997 insieme al Consorzio di Tutela Vini Doc Valsusa, e racchiude un gruppo di undici viticoltori eterogenei per quanto riguarda terreni, vini prodotti e stile ma tutti accomunati dalla passione e dalle difficoltà che incontrano a coltivare la vite in questo territorio. La viticoltura della Val di Susa è quella tipica di montagna, definita “eroica”: numerose vigne sono collocate a quasi mille metri di altezza su ripidi pendii, in strettissime terrazze di muri a secco dove le condizioni non sono certo agevoli per lavorare, sia nelle torride estati che nei gelidi inverni. Negli ultimi anni questa situazione è resa ulteriormente complicata dal cantiere militarizzato della linea Tav che in diversi punti divide la valle a metà, rendendo ancora più difficile il lavoro di alcuni produttori.


Il disciplinare della Doc Valsusa prevede la produzione di solo vino rosso e l’utilizzo dei vitigni avanà, barbera, dolcetto e neretta cuneese, da soli o congiuntamente, per minimo il 60% e di altri vitigni a bacca rossa non aromatici per il restante 40%; tuttavia diversi produttori hanno deciso di puntare sull’unicità di queste uve autoctone e spesso le vinificano in purezza. Il terreno, le forti escursioni termiche e l’età delle viti - molti dei vigneti hanno più di cinquant’anni - permettono infatti di ottenere vini di qualità. Se il becouet è forse il vitigno più interessante per ottenere vini strutturati e di buon invecchiamento, l’avanà è il simbolo della viticoltura valsusina. Il vino che si ottiene da quest’uva presenta un colore rosso rubino brillante, al naso emergono sentori fruttati di lamponi e fragoline di bosco ed una particolare nota speziata; assaggiandolo colpiscono la notevole freschezza e sapidità unite ad un retrogusto di mandorla amara. L’Avanà è un vino da bersi giovane che si abbina a salumi come la bundiola valsusina, tome giovani e carni sia rosse che bianche in preparazioni non troppo elaborate.


p009_valsusa_new_icewineDa pochi anni alcuni intrepidi viticoltori locali hanno deciso di produrre i primi Vini di
Ghiaccio
(Eiswein) italiani con uve autoctone a bacca rossa incontrando però mille difficoltà, date non solo dalla singolare metodologia di produzione di questo vino ma anche dall’ubicazione dei vigneti: ripidissimi terrazzamenti sul fianco della montagna spesso coperti di neve in inverno.


Non solo lo straordinario patrimonio di vitigni autoctoni, ma anche quest’ultimo gioiello enologico rendono la Val di Susa un territorio sicuramente da scoprire e visitare.