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La Valtellina di Nera


nera logoDopo circa tre ore di viaggio arriviamo a Chiuro, presso l’azienda Nera, realtà importante della produzione valtellinese, con i suoi 30 ettari di vigneto di proprietà, cui si aggiungono le uve di 250 selezionati piccoli produttori.

La visita inizia tra i vigneti ubicati nella sottozona Inferno. Qui Stefano Nera, enologo e direttore di tutta la produzione, ci parla della situazione del vigneto valtellinese, dove negli ultimi anni, anche a causa del cambiamento climatico e dell’arrivo di barbatelle da diverse parti del mondo, sono comparse alcune malattie della vite come oidio e peronospora, un tempo pressoché assenti.

 


Per ovviare a questa tendenza, si è cercato aiuto nella selezione clonale: negli ultimi anni infatti sono stati impiantati dall’azienda Nera circa 10 ettari di nuovi vigneti con tre cloni di Nebbiolo selezionati dalla Fondazione Dott. Piero Fojanini, la cui principale caratteristica è quella di essere maggiormente resistenti agli attacchi delle principali crittogame che interessano la vite. Ciò permette di effettuare in vigna trattamenti chimici ridotti, lasciando il vigneto inerbito, anche se, vista la stagione, quest’anno si è reso necessario procedere ad alcuni trattamenti con prodotti sintetici, soprattutto a base di zolfo.


Il vitigno principe in Valtellina è il nebbiolo, chiamato localmente chiavennasca, che in dialetto significa “uva che produce molto vino”. Oltre alla vinificazione in rosso tradizionale per il rosso di Valtellina DOC ed il Valtellina Superiore DOCG -ulteriormente classificato nelle cinque sottozone Inferno, Sassella, Grumello, Valgella e Maroggia- il nebbiolo viene vinificato anche dopo appassimento per la produzione dello Sforzato. Le uve di solo nebbiolo accuratamente selezionate restano ad appassire in fruttaio per 3 mesi. L'appassimento delle uve ed il lungo affinamento in legno fanno dello Sforzato un vino particolare, di notevole tenore alcolico, struttura, rotondità e persistenza.


Il nebbiolo è un vitigno difficile da vinificare, soprattutto per la stabilità bassa degli antociani; attualmente si panorama valtellinasta lavorando con ricerche sulle barbatelle, anche se lo stesso mutamento del clima sta favorendo questo aspetto. L’uso del legno aiuta a stabilizzare il colore del vino e contribuisce ad ammorbidire il tannino. L’utilizzo però deve essere oculato, la botte grande deve rimanere predominante rispetto alla barrique. Il sistema di allevamento più diffuso è il guyot, caratterizzato da archetti sui tralci, per curare al meglio la produzione.


Fino a circa 80 anni fa la maggior parte del vino prodotto in queste valli era destinato al mercato svizzero; si eseguivano alte rese perché il fattore importante era quello della quantità. In seguito, con l’arrivo del vino dal nuovo mondo e quindi con un cambio di interessi di mercato, la Svizzera ha modificato i propri acquisti e la Valtellina ha dovuto reinventarsi, abbassando le rese e coltivando solo le zone più vocate per guadagnare nuovi mercati con una produzione di qualità.


Dopo la visita in vigna ed in cantina, ci trasferiamo nella sala ristorante per la degustazione con pranzo in abbinamento.


Terrazze Retiche di Sondrio Bianco IGT La Novella 2012

vino bianco ottenuto da uve nebbiolo, rossola, chardonnay e incrocio Manzoni. Sentori di agrumi e di banana. In bocca è sapido con buona struttura, rotondo e piacevole, armonico. In abbinamento, Sciatt con insalata all’aceto, prodotto con il vino dell’azienda, sapido fino ad arrivare a non usare il sale.


Valtellina Superiore DOCG Inferno 2009

zona impervia, la vera viticultura eroica, questa mattina abbiamo provato di persona cosa voglia dire lavorare queste vigne. Colore rosso rubino tendente al granato; al naso frutti di bosco, viola e fragola. In bocca tannino morbido, acido e sapido. Vino strutturato, prodotto utilizzando  solo legno grande; in abbinamento i tradizionali pizzoccheri tellini.


Valtellina Superiore DOCG Sassella La Priora 2007

Az.Caven, sottozona caratterizzata da terreno a grana grossa; vino rotondo, prodotto con l’uso di barrique e tonneau. Maturo, strutturato e armonico. Al naso, piccoli frutti rossi e tabacco. In bocca è asciutto e sapido. L’affinamento in legno non è prevaricante sui sentori tipici del vitigno.


Hosam fam neraValtellina Superiore DOCG Inferno Riserva 2007

in abbinamento ad un tagliere di salumi e formaggi tipici della zona. Uve provenienti dai viticoltori storici, un ritorno al primo vino degustato. Naso e gusto molto puliti; solo botte grande.


Valtellina Superiore DOCG Signorie Riserva 2006

Az.Caven, vigna simbolo della sottozona Valgella, identificata da una chiesa. Grande pulizia nei profumi, leggera presenza del passaggio in legno, sentori di piccoli frutti rossi e di bosco; in bocca la rotondità di un tannino evoluto.


Sforzato di Valtellina DOCG 2007

botte grande e uve di varie sottozone. Al naso confettura e frutta matura. Filo conduttore continua ad essere la pulizia al naso e in bocca; bella la struttura.


Sforzato di Valtellina DOCG Messere 2007

Az.Caven, barrique e tonneau per uve ottenute solo da appezzamenti di proprietà della sottozona Valgella. Sentori dati dal legno, note di speziatura, tabacco e frutta matura rossa.


Terrazze Retiche di Sondrio Passito IGT Anomalia Singolare 2004

Chiudiamo il pranzo con un dolce e un passito in abbinamento. Terrazze Retiche di Sondrio IGT, ulteriori cinque mesi di appassimento delle uve rispetto alla produzione dello Sforzato. Lunga permanenza in legno piccolo esaurito. Colore tendente all’ambrato. Al naso ritroviamo il profumo dell’uva in appassimento. Presenza tannica che dà freschezza, un prodotto che si avvicina al Madera. In abbinamento alla classica Bisciola valtellinese.


Per finire alcune tipologie di grappa, ottenute da vinacce di Inferno, Sforzato e Sassella.