Ultimi articoli

Terra d’Eclano: il concetto di grande vino realizzato da Quintodecimo

News image

Per il professor Luigi Moio, ordinario di Enologia presso il Dipartimento di Scienza degli Alimenti dell’Università de...

Recensioni | Giacomo Pelatti

Vinovagando - I molteplici volti del profilo vitivinicolo lombardo

News image

«Non esiste altra regione in Italia che, come la Lombardia, possa garantire almeno una denominazione di eccellenza per...

Recensioni | Giuseppe Vallone

Valpolicella, attrazione fatale in rosso

News image

Per la fortunata rassegna Vinovagando, la penultima tappa del viaggio attraverso lo Stivale tocca una delle aree di ma...

Recensioni | Marco Agnelli

La Grande Piccola DOC Faro

News image

È un vero gioiello in miniatura sotto vari punti di vista: storico, paesaggistico ed enologico. Affonda le sue radi...

Recensioni | Daniela Recalcati

Aspettando il Master Champagne. L’intervista a Samuel Cogliati

News image

Dieci incontri, a partire da martedì 22 gennaio 2019, per conoscere l’affascinante panorama della Champagne, in tutta ...

Interviste | Ilaria Ranucci

Birra Panil


logo_panilL’Italia è il Paese delle eccellenze anche per quanto riguarda la birra, bevanda prodotta soprattutto con l’acqua; altri ingredienti, tuttavia, concorrono alla sua realizzazione: malto d’orzo, luppolo, lievito e il quinto elemento, ovvero il cuore, senza il quale la birra prodotta non è buona.

Queste sono le prime parole con cui Andrea Lui, del birrificio Panil, si è presentato al pubblico che ha riempito la sala del Westin Palace Hotel di Milano.

 

Il malto rilascia corpo e sentori. L’amaro e l’aroma sono dati dal luppolo, unico conservante delle birre artigianali. Il lievito invece dona gli èsteri. Gli stili produttivi della birra, in tutto il mondo, sono molti: dalla Germania al Belgio, dall’Inghilterra agli Stati Uniti, ogni Nazione ha il suo preciso metodo, tranne l’Italia, dove vengono sintetizzati i vari stili alla ricerca del miglior prodotto.


Panil è stato il nono micro birrificio aperto in Italia; il suo fondatore Renzo Losi, ha sperimentato la rifermentazione in legno, ispirandosi al mondo delle birre belghe. Le sue creazioni sono sempre state caratterizzate da una grande beva. Il birrificio Panil si trova vicino al Castello di Torrechiara, in provincia di Parma; la produzione è volta alla ricerca di sentori differenti, ottenuti a volte da contaminazioni esterne. Andrea Lui, subentrato a Renzo Losi nel 2012, ha ereditato un impianto di vecchia concezione e ha cercato da subito di conferire una nuova impronta ai prodotti, per avvicinarli al suo personale gusto cercando di affinaren016 barriquade alcuni sentori e sensazioni. Andrea prima faceva tutt’altro: il suo vecchio datore di lavoro, un certo Steve Jobs, proprio con quel famoso discorso all’Università di Stanford, gli ha dato la forza di far nascere e coltivare dentro di sé la passione per la birra, che ha iniziato a produrla dapprima artigianalmente in casa, senza mai assaggiarla, perché fino a quel momento era astemio. Gli incontri con alcuni precursori del movimento della birra in Italia, come Teo Musso, lo hanno ulteriormente stimolato. Dopo tanta esperienza e tanti incontri nel mondo della birra Andrea afferma, quasi come un filosofo, che la sua è una ricerca continua, volta al giocare con le tolleranze, per arrivare a trovare nel bicchiere quello che lui più desidera; il birraio è tanto più bravo quanto più riesce a nascondere il difetto che si può avere nella base, ovvero nell’acqua, puntando sullo stile, cercando di produrre qualcosa che non ha metri di paragone, qualcosa che non si è ancora bevuto.


Cinque sono le birre che ci vengono proposte, con il consiglio di non degustarle a basse temperature, per non penalizzarne i sentori:


Bionda
birra bionda classica in pieno stile tedesco, molto beverina con 5,5% vol di alcol, ottenuta a bassa fermentazione. Netti al naso i sentori sulfurei e quelli della crosta di pane; in bocca entra con l’amaro in maniera molto decisa. Birra abbastanza centrata nel suo stile produttivo classico.


Ambre
birra ambrata doppio malto ad alta fermentazione, di piena estrazione belga, con 6,5% vol. alcolico. Un colore scuro che vira verso l’aranciato bruno. Al naso primi sentori di liquirizia dolce, frutta cotta e mela verde; in bocca moderato amaro, coperto dal malto distico usato in produzione, per finire con fiori bianchi e tocchi erbacei.


Divina
birra bionda acida a fermentazione spontanea, invecchiata a lungo in barrique usate per il vino cabernet. Colore giallo intenso, dona al naso sentori completamente diversi rispetto alla bocca: cartone bagnato e pelle del salame, sono i suoi caratteristici profumi. In bocca è spigolosa con una netta predominante salata. Tre sono le fermentazioni eseguite, nota citrica nel finale. Un abbinamento culinario, suggerito dallo stesso Andrea Lui, il lardo di Colonnata e grandi formaggi erborinati.


n016 bottiBarriquée Sour,
è stata la prima birra italiana rifermentata in legno. Colore scuro di grande corpo ed eleganza. Prodotto estremamente originale e molto apprezzato all’estero. Sentori di frutta rossa cotta e bastoncino di liquirizia, un ritorno di agrumi e un acido poco presente.


Enhanced
birra chiara fermentata con lieviti del vino. Presenta un caratteristico sapore e sentore di lievito, che dà un retrogusto astringente. Grande corpo che la porta ad essere gustata con primi piatti, soprattutto ripieni di carne.

Una serata che ha donato emozioni e nozioni ad una platea più abituata a sentire parlare di vino. Sicuramente Andrea Lui ci ha trasportato per due ore in un mondo diverso, fatto di piccole realtà che lavorano  con grande entusiasmo e  molta sinergia.