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Sa Seu, es mar, es vi, salud Mallorca!


p019 cattedraleLa Cattedrale, il mare, il vino: i tre gioielli della regina delle Baleari

Una bianca perla illumina le notti di Palma di Maiorca, la “capitale” delle isole Baleari, è Sa Seu, la Signora, la maestosa cattedrale che si erge al di sopra della città. Dinnanzi a lei il mare, blu turchese, solcato da piccole imbarcazioni di pescatori e favolose navi da crociera. Alle sue spalle la brulla pianura mediterranea, le dolci colline ed i lussureggianti vigneti che le ricoprono, protetti dalle cime della Serra de Tramuntana.

 
 

A Maiorca, rinomata meta estiva per turisti tedeschi e inglesi, sono radicate profonde tradizioni millenarie frutto di commistioni tra i costumi catalani, arabi e mitteleuropei, che si riflettono e sfumano nella cultura isolana.

L’allevamento della vite risale all’epoca romana, quando, nel 121 a.C. Quinto Cecilio Metello conquistò l’arcipelago. Nella sua Naturalis Historia, Plinio il Vecchio elogia e cita, tra i migliori vini, quelli delle Baleari. Sia durante il periodo di dominazione araba che sotto il reame di Aragona, la viticoltura crebbe esponenzialmente. Oggi, solo a Maiorca, sono presenti ben due Denominaciones de Origen e due IGP Vinos de la Tierra (Mallorca e Serra de Tramuntana-Costa Nord).

 

La DO “Binissalem Mallorca” è costituita da un piccolo territorio che si estende nella pianura centrale dell’isola, a p019  vignetopochi chilometri da Palma. I principali villaggi che compongono la denominazione sono Binissalem, Santa Maria del Camí e Sencelles. Qui i vigneti crescono rigogliosi grazie alla protezione dai forti venti offerta dalle montagne della Serra de Tramuntana, importante volano termico. L’altra DO è “Pla I Llevant”, vasta area che raggruppa la parte centro-orientale dell’isola, intorno ai centri di Porreres, Manacor e Felanitx, circondati dalle colline e dai modesti rilievi della Serra de Llevant. Il terroir non differisce particolarmente all’interno delle diverse denominazioni: i vigneti affondano le radici in terreni calcareo-argillosi, sovente intervallati da gesso e terra rossa, il clima è prettamente mediterraneo e i benefici influssi delle brezze marine sono avvertiti specialmente nella zona di Pla I Llevant.

 

L’isola può vantare diversi vitigni rigorosamente autoctoni; i più diffusi sono il prensal blanc o moll a bacca bianca, il manto negro ed il callet dagli acini neri; più rari sono invece il giró ros, la gorgollassa ed il fogoneu. Il prensal blanc, coltivato su tutto il territorio e spesso utilizzato in uvaggio con lo chardonnay, regala vini dai profumi fruttati ma dotati di buona struttura e di un’insospettabile ed interessante mineralità. Caratteristiche perfette per accompagnare pesci come la lampuga, pescata al largo delle coste maiorchine. Il manto negro è il vitigno a bacca rossa diffuso maggiormente nella regione di Binissalem, mentre il callet è coltivato principalmente a Pla I Llevant. Il destino enologico per entrambe le varietà è simile: vinificati in purezza regalano vini semplici, poco strutturati e da bere giovani; se assemblati con vitigni internazionali come il cabernet sauvignon, il merlot o il syrah, sia il manto negro che il callet riescono a dar vita a vini qualitativamente superiori, strutturati e longevi, vinificati nelle tipologie “crianza”, “reserva” e “gran reserva”. Vini perfetti per esaltare la sobrassada, tipico salume ottenuto dal maiale nero, e piatti della cucina locale come il frit mallorquí e il llom amb col.

 

Maiorca, un album di fotografie di acque blu cobalto, antichi e suggestivi vicoli arabi accanto a palazzi moderni, alte montagne e brulle colline che circondano le vigne, ottimi cibi da assaporare con un calice di vino, rigorosamente maiorchino… Salud!