Ultimi articoli

Champagne: l'evocativa sublimazione dell'essere vino

News image

Un’altra degustazione fiore all’occhiello dell’edizione 2019 di Enozioni a Milano. Un viaggio in sei tappe, che a sorp...

Recensioni | Barbara Sgarzi

Solaia, il Rinascimento del vino italiano. Verticale di sei annate

News image

«Questo è il numero di dicembre 2000/gennaio 2001 della rivista americana Wine Spectator, contenente la classifica dei...

Recensioni | Marco Agnelli

L’antica Tracia tutta da scoprire: i vini bulgari

News image

La produttività vinicola della Bulgaria è in costante crescita. I vini bulgari, prodotti con vitigni autoctoni, si fan...

Recensioni | Giulia Cacopardo

I Tre TENOri: le voci del vino incontrano il vino che “parla”

News image

Qual è il senso della degustazione Tre TENOri? Non è dedicata a una zona, non ha un unico esperto, potrebbe essere la ...

Recensioni | Ilaria Ranucci

Alsazia, i vini del "bel giardino" d’Europa

News image

La produzione vitivinicola alsaziana punta sempre più al bio e alla biodinamica. Enozioni 2019 non poteva non aprir...

Recensioni | Giulia Cacopardo

Il vino entra nell’era delle DOP

Semplificazione e tutela del consumatore sono gli obiettivi della nuova normativa Europea sulle Denominazioni di Origine

Vigne in Oltrepò PaveseL’11 maggio 2010 è entrato in vigore il Decreto Legislativo n. 61 che adegua la normativa italiana alle norme europee

(Legge Comunitaria 2008) in materia di tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche dei vini.

L’obiettivo che il Decreto si prefigge è duplice: da un lato snellire il sistema burocratico per chi produce, dall’altro garantire maggiori tutele al consumatore.

Le nuove regole, imposte da Bruxelles, modificano significativamente le denominazioni fino ad oggi usate per la classificazione dei vini, risalenti alla Legge 164 del 1992.
Innanzitutto sparisce la nozione di VQPRD (Vini di Qualità Prodotti in Regioni Determinate); al loro posto entrano le DOP (Denominazioni di Origine Protetta) che a loro volta si suddividono, come oggi, in DOC e DOCG. In particolare DOP sono vini prodotti “in una zona viticola particolarmente vocata”, definizione senza sostanziali differenze rispetto a quella precedentemente in vigore.

Uva appena vendemmiataAnche le IGT spariscono e lasciano il posto alle IGP (Indicazioni Geografiche Protette). Secondo il testo della normativa, per Indicazione Geografica Protetta si intende “il nome geografico di una zona utilizzato per designare il prodotto che ne deriva e che possiede qualità, notorietà e caratteristiche specifiche attribuibili a tale zona”.
I vini “comuni” sostituiscono i “vini da tavola” e dovranno riportare, in etichetta, l’indicazione del vitigno, ma senza alcun legame con il territorio di produzione.
Cambiano anche le norme per il riconoscimento delle DOC e delle DOCG: infatti per il passaggio da IGP (ex IGT) a DOC occorreranno almeno 5 anni di permanenza nella classificazione e che ne facciano richiesta almeno il 35% dei produttori rappresentanti almeno il 35% dei vigneti.
I limiti si alzano a 10 anni e al 51% dei produttori e dei vigneti in caso di passaggio da DOC a DOCG. Prerequisito fondamentale è, ovviamente, che i vini “siano ritenuti di particolare pregio per le caratteristiche qualitative intrinseche e per la rinomanza commerciale acquisita”.

In uno spirito di maggiore uniformità a livello europeo, anche la valutazione di ammissibilità a DOP e a IGP sarà di competenza di Bruxelles. Fanno eccezione le domande presentate entro fine luglio 2009; questo spiega il proliferare di domande e richieste di modifiche ai disciplinari in vigore a cui abbiamo assistito nell’ultimo periodo. Il Ministero dell’Agricoltura ha tempo fino a settembre 2011 per analizzarle e decidere in merito. Fino ad oggi sono state esaminate circa il 50% delle domande ricevute; nel corso dei prossimi mesi è facile prevedere che avremo ancora numerose novità nell’ambito delle denominazioni.
Laboratorio di analisiSul fronte della qualità, il Decreto Legislativo introduce l’obbligo di analisi chimico-fisiche ed organolettiche anche per i vini IGP: tali controlli dovrebbero essere effettuati da apposite commissioni di degustazione istituite presso le Camere di Commercio.
Inoltre tutti i vini a Denominazione di Origine dovranno riportare obbligatoriamente l’annata di produzione.
A maggiore tutela dei consumatori, la legge introduce l’obbligo del contrassegno di Stato anche per i vini DOC; i consorzi avranno però l’autorità di autorizzare l’utilizzo del lotto di produzione al posto del contrassegno.

Sul fronte della semplificazione, la legge prevede la soppressione dell’albo degli imbottigliatori, dei vigneti a DOC e l’elenco dei vigneti IGT a fronte dell’introduzione dello schedario viticolo e dello “Sportello unico” volti a semplificare le procedure di iscrizione e/o variazione dei vigneti destinati a produrre vini DOCG, DOC, IGP da parte dei produttori.
La Norma, inoltre, inasprisce le sanzioni a carico di chi mette in atto sofisticazioni o non rispetta le previsioni normative e introduce controlli più severi che saranno affidati a soggetti terzi e non più ai Consorzi di produttori.
Il Decreto Legislativo consente l’utilizzo delle DOP e delle IGP anche per i prodotti derivati dalle viti e del vino, come l’aceto e i vini aromatizzati.
La nuova norma introduce dunque interessanti novità a favore della tutela del consumatore e per l’aumento della qualità, elemento fondamentale per il continuo sviluppo di questo importante settore della nostra economia.

13 settembre 2010