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Travaglino, all’insegna dell’Oltrepò


Travaglino, all’insegna dell’OltrepòQuando si parla di Travaglino l’idea corre immediatamente a una delle cantine simbolo dell'Oltrepò Pavese. Con un secolo e mezzo di storia, l’azienda vede da qualche anno alla guida la giovane Cristina Cerri, della quinta generazione della famiglia Comi.

Proprio lei presenta questa interessante realtà vitivinicola, insieme ad Achille Bergami, enologo della tenuta. L’Oltrepò Pavese, raccontano Cristina ed Achille, è un territorio dalle enormi potenzialità, forse semplicemente non adeguatamente comunicate.

 

Non tutti ad esempio sanno che è la prima area in Italia per coltivazione di pinot nero, e la terza in assoluto nel mondo, dopo Borgogna e Champagne. Estrema propaggine sudista della Lombardia, si colloca sulla linea di confine di quattro regioni dalle quali riceve diverse influenze e contaminazioni.

 

La cantina Travaglino è situata a Calvignano, in seconda collina sopra Casteggio, e ricopre con i suoi 400 ettari su un corpo unico il 55% dell’intero territorio comunale. Nata sulla struttura di un antico monastero (la cui architettura è ancora oggi ben visibile), riprende la propria attività nel 1868 con la famiglia Comi.

Il momento della degustazione è guidato da Paolo Valente, degustatore AIS per le guide Vitae e Viniplus di Lombardia e relatore AIS per le lezioni di enologia.

 

Gran Cuvèe Blanc de Noir S.A., Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Brut DOCG, 100% pinot nero. Almeno 42 mesi di affinamento sui lieviti. Colore lucente, perlage fine, persistente e continuo. Naso piacevole con un’immediata nota di mineralità. Ritorni di frutta e lieve ricordo di lievito. La bocca è morbida, cremosa, con un tocco di salinità che esce ma è perfettamente integrata nella sensazione complessiva di avvolgenza. Decisa freschezza che termina con una coda amaricante di gesso e roccia.


Il relatoreMontecérésino 2012, Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Brut Rosè Cruasè DOCG, 100% pinot nero. Colore meraviglioso di rosa brillante. Prodotto con macerazione di 6-8 ore sulle bucce, come previsto da disciplinare, e non da assemblaggio. Oltre 40 mesi di affinamento sui lieviti per questo millesimo 2012. Al naso la prima nota è quella del frutto rosso croccante, fragola, ciliegia, amarena. Rispetto alla cremosità del precedente, la bolla è più sferzante sulla freschezza.


Campo della Fojada, Oltrepò Pavese Riesling DOC nelle tipologie Superiore e Riserva, 100% riesling renano. Calvignano ed i paesi limitrofi rappresentano un’enclave del riesling grazie alla particolarità dei terreni, di natura marcatamente argilloso calcarea. In degustazione una mini-verticale di 3 annate. Superiore 2016: colore brillante e luminoso, naso di frutto a polpa bianca, fiori e lieve spunto salmastro. All’esame gustativo la nota salina diventa importante, abbinata ad un’opulenza che la equilibra perfettamente. Riserva 2013: in termini cromatici, la più carica tra le tre annate in degustazione. Primo anno di produzione per la tipologia Riserva. All’olfatto accenni di idrocarburo e scorza di pompelmo. In bocca freschezza, persistenza, ricordo di agrume e beva appagante. Oggi ancora molto giovane, in prospettiva un fuoriclasse. Superiore 2007: figlio di un’annata calda, escono immediatamente le erbe aromatiche, di nuovo l'idrocarburo, ma con caratteristiche di evoluzione più spinta rispetto al precedente. Freschezza composta all’assaggio, non scalpita più. Riempie la bocca di una piacevole sensazione di pulizia.


Pernero 2016, Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese DOC, 100% pinot nero. Vino giovane, piacevolissimo, da bere subito. Colore scarico tipico del vitigno, con i riflessi ancora violacei della giovinezza. Naso esuberante, fiore, rosa, frutto rosso croccante. Piccolo sottofondo di spezie che completa il profilo olfattivo. All’assaggio di nuovo frutto, freschezza e buona trama tannica.


I viniPoggio della Buttinera 2014, Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese Riserva DOC, 100% pinot nero. Inteso per essere un vino longevo, metà affina in tonneau e metà in barrique. Annata fredda. Colore tenue, profumi più complessi rispetto al precedente. Il legno non si sente, il corredo olfattivo è giocato sul frutto più evoluto, e poi qualche leggera spezia e accenni balsamici. Tannino perfettamente levigato.


Poggio della Buttinera 2009, servito da Jéroboam. Annata equilibrata, calda ma non in modo eccessivo. Colore che vira decisamente su tonalità granate. Profumi tipici della terziarizzazione del pinot nero: cuoio, pelle, pelliccia, frutta in confettura, prugna disidratata, amarena sotto spirito. All’assaggio ancora tanta freschezza e un tannino setoso ma ben percepibile. Vino decisamente avvolgente, di charme.


Si chiude qui una grande serata all’insegna dell’Oltrepò; quello bello, autentico, delle nuove generazioni desiderose di far conoscere il territorio. «Venite a trovarci da Travaglino, ma non fermatevi solo da noi. Ci sono tante splendide realtà che meritano di essere visitate». Queste parole di Cristina Cerri, più di tutte, suonano come il vero cambio di passo rispetto a qualche decennio fa. Lunga vita all’Oltrepò!