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I Tre Tenori. Le grandi voci del vino


I Tre Tenori. Le grandi voci del vino

Esiste nel vino una dimensione che va oltre la qualità produttiva e si potrebbe anche argomentare che un vino, per essere veramente eccellente, deve essere memorabile.

E la memoria si nutre di emozioni.

 

Probabilmente tutti gli appassionati hanno avuto l’esperienza sensoriale di un vino che con la sua qualità, la sua identità, la sua storia, ti coinvolge e cattura a livello emozionale, e di provare quella sensazione di piacere e quasi commozione che ti coglie quando degusti certi vini, per cui ti viene da sorridere e ti sembra quasi che non ci sia un perché; o quel momento di pace fuori dal mondo in cui sei alle prese con una degustazione particolarmente importante.

 

La serata dei Tre Tenori di Enozioni è stata proprio dedicata a ricercare questa sensazione, nella convinzione che un vero appassionato debba conoscerla. Non è stata una serata dedicata a un territorio, o un vitigno, o un produttore: abbiamo incontrato una sequenza di vini scelti perché hanno una storia, un’identità forte, sono conosciuti ma spesso solo di nome, rari oppure economicamente impegnativi, generalmente però considerati come eccellenze, dei vini che sono capaci di emozionare, da provare almeno una volta nella vita. Questo il filo conduttore della serata, proprio per questo diversa dal solito anche nello stile, con i relatori in smoking e in piedi in un cono di luce.

 

Nicola Bonera, Armando Castagno e Luisito Perazzo si sono prestati confermando di essere dei campioni. Grandi nella capacità di cogliere l’anima dei vini e di farli capire con poche parole, capaci di fare squadra, inserendosi reciprocamente nelle presentazioni l’uno dell’altro con garbo e misura. E, in modo apprezzabile, palesemente “presi” dai vini; hanno degustato tanti vini importanti, hanno grandissima esperienza eppure si sono lasciati sedurre insieme a noi.


Il relatore

Abbiamo cominciato con due champagne di identità molto diversa: la Cuvée de prestige di una grande Maison e lo champagne di un vigneron che è riuscito a diventare un mito.

 

Il Cristal 2009 di Roederer nasce già diverso ed esclusivo, oltre un secolo fa, nel 1876. Creato per lo Zar Alessandro II con una bottiglia di cristallo trasparente, per distinguerlo da tutti gli altri. 60% di pinot nero e 40% di chardonnay, 6 anni sui lieviti. Nicola Bonera ce lo ha perfettamente descritto come delicato ma potente nella pienezza di fine bocca. Proprio come lo racconta il capo-cantiniere di Roederer, Jean-Baptiste Lécaillon.

 

Lo champagne Initial di Jacques Selosse, è uno dei più conosciuti tra quelli prodotti da Anselme Selosse, figlio di Jacques e punto di riferimento indiscusso per i vignerons della Champagne. Forte di una grande passione e una incommensurabile curiosità, Anselme Selosse ha definito un nuovo canone di espressione del terroir della Champagne. A parlarcene Luisito Perazzo e nel calice uno champagne che sarebbe sconsiderato definire “bollicina”. Un vino a tutto tondo, che racconta autorevolmente un luogo e una filosofia di vita.

 

Siamo poi passati ai bianchi fermi con Les Clos 2008 di Dauvissat; Les Clos è una vigna abbastanza grande per la Borgogna, oltre 28 ettari divisi in 47 differenti climats, tra i Grand Cru di Chablis è noto perché nelle sue migliori espressioni è in grado di produrre un vino potente e strutturato che pure conserva la grande verticalità che tutti associamo agli chablis. Armando Castagno lo definisce un raggio laser: completo, compatto, asciutto, integro.


I vini

Completamente diverso il Silex 2011 di Domaine Didier Daguenau. Un vino che, come ci spiega Luisito Perazzo, ha il coraggio della originalità. La personalissima aromaticità del sauvignon blanc declinata da viti ormai vecchie piantate su un terreno ricco di selce (silex) anche detta pietra focaia. Sarà la suggestione del nome ma, sottesa alla grande progressione del vino all’assaggio, si distingue una nota davvero caratterizzante che ricorda i vecchi acciarini.

 

Ultimo dei bianchi lo Schloss Johannisberg Grünlack 1971. Definire lo Schloss Johannisberg un produttore storico è come definire bagnata l’acqua. Produce vino da 900 anni e riesling da “appena 300”, vantando quindi il titolo di più antico produttore accertato di questa varietà. Ci siamo quindi immersi con Nicola Bonera, nel suo ambiente naturale, nella profondità inconfondibile di un grande riesling. Lo abbiamo trovato – il vino, non Nicola che è ben più giovane - con invidia, integro e senza rughe pure alla soglia dei cinquanta anni.

 

Al momento di passare ai rossi, i più erano già preda dell’effetto “Enozione”, impossibile dopo cinque vini come quelli degustati, non esserne almeno un pochino sommersi.

 

Chateau de la Tour Vieilles Vignes 2014, primo dei rossi e amorevolmente introdotto da Armando Castagno, non ha tradito il rigore benedettino di una vigna storica. Naso stupefacente da vigne centenarie di pinot noir; compiuto e complesso all’assaggio, ci ha portato dritti da Milano al Clos de Vougeot, un posto davvero magico.


I vini

La Fleur-Petrus ha sfidato le nostre aspettative, alte per un pomerol dell’eccellente annata 2005. Armando Castagno, e noi con lui, ne abbiamo apprezzato la grande finezza. Di notevole spessore ma anche elegante e profumatissimo; non capita spesso purtroppo di frequentare le migliori espressioni di Bordeaux, ma quando capita non si può non rendergli omaggio.

 

Vega Sicilia Unico 2007 è stato il penultimo atto dei Tre Tenori, con Nicola Bonera; Vega Sicilia è forse il produttore più celebre di Ribera del Duero e di sicuro Unico è un’icona mondiale del vino. E ce lo ha fatto subito capire: mastodontico nell’espressività dei profumi e capace di portare benissimo i suoi 14,5 gradi e i sei anni di affinamento in legno.

 

PX Toro Albalà 1947 ci ha sorpreso con il suo finale interminabile. Il soleo ci ha regalato, dopo settanta anni, una profusione sorprendente e per niente stanca di aromi. Per molti dei presenti il vino più vecchio mai assaggiato, e forse più vecchio di tutti i presenti, comunque un’emozione vera.

 

Difficile tirare le fila di una serata così. Facile desiderare di rifarla. Impossibile dimenticare i vini. Bravissimi i Tre Tenori.