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Quattro passi tra la Costa d’Amalfi e il Cilento: come mangiare, bere e stare bene


Quattro passi tra la Costa d’Amalfi e il Cilento: come mangiare, bere e stare bene

Alla scoperta dello straordinario patrimonio di questo angolo di Campania in compagnia di Nicola Materazzo e Monica Coluccia.

Non capita tutti i giorni di avere di fronte una coppia di relatori così ben affiatati tra loro come Nicola Materazzo, presidente del Consorzio “Vita Salernum Vites”, e Monica Coluccia, giornalista, comunicatrice di vino e storica collaboratrice della guida Duemilavini AIS.

 

Ma se poi accade anche di avere in sala, a sorpresa, un ospite come Andrea Ferraioli, marito di Marisa Cuomo e titolare insieme a lei di una delle più note e apprezzate aziende del territorio, allora è davvero festa!

 

La provincia di Salerno è uno straordinario laboratorio culturale e di biodiversità, ed è il luogo al quale si fa risalire il concetto moderno di “dieta mediterranea”. Ancel e Margaret Keys, nell’opera «How to eat well and stay well – the Mediterranean way», riferendosi a questo territorio, parlano di uno stile di vita che va ben oltre il semplice concetto di dieta. Quella descritta è piuttosto una filosofia basata su ritmi rilassati - «Cilento contiene la parola “lento”», sottolinea Nicola - e su una dimensione di convivialità, all'interno della quale il vino non può che recitare un ruolo fondamentale. Il territorio che si snoda tra la Costa d’Amalfi e il Cilento è piuttosto complesso e variegato. Passiamo dalla viticoltura a picco sul mare sino ad aree più pianeggianti e perlopiù comprese all’interno di parchi naturali. «Queste zone», continua Monica «nell’ambito della tradizione vitivinicola Campana sono di relativamente recente affermazione». Rispetto all’Irpinia, al Sannio, alla tradizione del Massico, alla nouvelle vague dei Campi Flegrei, la provincia di Salerno può essere inizialmente percepita come meno identitaria. La sua ricchezza, in realtà, è data dalla varietà ampelografica, che propone, accanto ai tradizionali vitigni campani, una serie impressionante di “seconde linee” che rendono variopinta questa vasta area.


Il relatore

Ma andiamo a verificare in degustazione l’ampiezza di questo territorio.

 

Costa d'Amalfi DOP Furore Bianco 2017 - Marisa Cuomo

60% falanghina, 40% biancolella

Un vero e proprio vino di riferimento per la Costa d’Amalfi. Profumo delicato, giocato soprattutto sull’immediatezza e sulla semplicità. «Un vino da mare e da amare», dice Andrea Ferraioli. Solo acciaio. Freschezza, acidità e sapore di uva molto schietto. Non lunghissimo, ma di sprint. Evoca l’idea di luce e di mare.

 

Costa d’Amalfi DOP Tramonti Rosato Getis 2017 - Andrea Reale

80% per’e palummo (piedirosso), 20% tintore

“Getis” viene dalla contrada di Gete, in cui l’azienda ha sede. Macerazione di 12 ore per il per’e palummo; vinificazione in bianco (senza macerazione) per il tintore. Profumo molto delicato di scorza di agrumi, buccia di mela annurca. È ben avvertibile, oltre al frutto, un’intensa sensazione floreale di fiori di campo. Naso fresco e di spessore al tempo stesso. In bocca immediata piacevolezza, ritorno di frutta e grande pulizia. Un vino di carattere, con un ottimo estratto.

 

Paestum IGP Fiano Kratos 2017 - Luigi Maffini

100% fiano

Immediato al naso l’impeto minerale e salino. Successivamente escono l’agrume e un ricordo di gesso. Perfettamente rispondente in bocca, le sensazioni gustative arrivano progressivamente sino al sale, per poi procedere con grande brio su pennellate agrumate, che ricordano soprattutto il pompelmo. Nonostante il fiano non sia un vitigno caratterizzato dall’acidità, questo vino si rivela invece molto fresco e irresistibilmente “beverino”.

 

Paestum IGP Fiano Perella 2014 - Viticoltori De Conciliis

100% fiano

Annata notoriamente difficile, è il frutto di una concezione di vinificazione diversa, che fa uso di lieviti indigeni. Perella si rivela tenace, imponente, tipicamente cilentano. Affrontiamo immediatamente un ingresso olfattivo di stampo ossidativo, con un profilo terroso e ricordi di corteccia. Lasciandolo nel calice qualche minuto le sensazioni virano verso un agrume caramellato. Si percepisce poi il nocciolo della pesca, che gradualmente lascia il posto a un confetto alla mandorla. All’esame gusto olfattivo il vino risulta avvolgente, ampio e di grande estratto.


I vini

Cilento DOP Fiano Valmezzana 2016 - Albamarina

100% fiano

Un’espressione di fiano diversa dai precedenti. Più calmo, boschivo, quasi più consolante, giocato su toni soffusi. Mallo di noce, pera selvatica, gelatine, litchi, nespola succosa. Sensazioni circolari, molto smussate. In bocca si conferma la rotondità, percepibile anche attraverso lievi sensazione mellite. Non ha le poderose spinte saline dei precedenti fiano.

 

Cilento DOP Aglianico Cupersito 2015 - Casebianche

100% aglianico

Il naso si propone in maniera dolce, con un frutto decisamente croccante. C’è una delicata speziatura e anche qualche ricordo di resina di conifere. All’esame gustativo aggredisce lentamente, e pian piano fa sentire la sua presa tannica, con un finale lievemente ammandorlato. Una versione cilentana di un aglianico più accondiscendente rispetto all’interpretazione classica del vitigno.

 

Colli di Salerno IGP Aglianico 2012 - Mila Vuolo

100% aglianico

Vino decisamente carico, legno ancora percepibile, ma che lascia comunque intravedere notevoli potenzialità in divenire. Barrique 18-24 mesi e poi altrettanti mesi in vetro prima di uscire. Tanta materia, frutto croccante, in bocca ritorna la marcatura del contenitore, da cui il vino ancora non si è del tutto emancipato.

 

Colli di Salerno IGP Rosso Montevetrano 2009 - Montevetrano

60% cabernet sauvignon, 30% merlot, 10% aglianico

Uno dei pochissimi esempi di impiego di vitigni bordolesi in Campania. Impressioni olfattive molto eleganti: radici, corteccia, sensazioni di terra e accenni di legno di rosa. A seguire note più immediatamente riconducibili a cabernet e merlot come ribes, lavanda e rosmarino. L’esame gusto-olfattivo restituisce tutta l’imponenza del vino, con un grande estratto e una importante componente tannica, comunque ben levigata.

 

La serata, perfettamente riuscita, si conclude tra sorrisi, strette di mano, abbracci e foto di gruppo. Proprio vero, la dieta mediterranea è soprattutto benessere e convivialità!