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Riccardo Cotarella, storia di un enologo e cittadino del mondo


Riccardo Cotarella, storia di un enologo e cittadino del mondo

È un Cotarella in grande spolvero quello che torna a trovarci in AIS Milano. Per raccontarci vicende di vini, di territori ma soprattutto di uomini.

Una serata con un ospite d’eccezione come Riccardo Cotarella non può certo trascorrere senza sussulti.

 

Il ritorno dell’enologo a Milano è l’occasione per conoscere alcuni dei vini del mondo da lui direttamente seguiti. Vini diversi, da territori disparati alcuni dei quali, nell’immaginario collettivo, neppure particolarmente vocati. Cotarella è in gran forma e vuole scaldare subito la platea con un’uscita che rappresenta pienamente il suo pensiero: «non esistono aree non vocate. Il problema, semmai, erano in passato le persone non vocate, che non riuscivano a fare esprimere il territorio secondo le sue potenzialità. Oggi il mondo, tutto il mondo, è un vigneto».

 

Le persone, per l'appunto. Tutta la serata è incentrata sul ruolo centrale e imprescindibile dell’uomo e della scienza nella vitivinicoltura moderna. Durante la serata saranno presentati vini fatti non solo in territori apparentemente astrusi, ma anche da persone che per buona parte della loro vita si erano occupate di altro. È questa la grande sfida che il numero uno degli enologi italiani vuole raccogliere. Perché è fondamentale mettersi sempre in discussione e sperimentare nuove possibilità. E in fondo l’enologo è solo un tramite. «Menzionarlo eccessivamente», afferma Cotarella, «significa dare a un’azienda un vincolo di immagine, mentre in realtà l’enologo è da considerare una figura di passaggio. Tanto più si dà importanza alla sua persona, tanto più si allontana, ingiustamente, l’attenzione dalla proprietà, dal territorio e dall’uva».


Il relatore

Nella degustazione dei nove vini ci accompagna Francesco Albertini, docente universitario e degustatore di lunga esperienza, uno dei più raffinati e talentuosi “nasi” di AIS Lombardia. La sinergia con Cotarella, più che collaudata negli anni, porta a sorprendenti riconoscimenti olfattivi e gustativi. Niente diapositive, niente proiezioni. Cotarella e Albertini sono seduti uno accanto all’altro, intorno a un tavolo, a raccontare al pubblico storie di vini e di uomini.

 

DOC Minis Feteasca Regala 2017 - Dorvena (ROMANIA)

100% feteasca regala

Varietà autoctona della Romania, di fatto è il vino romeno di tutti i giorni. Si apre su una susina gialla per proseguire con una lieve nota di albicocca matura e di ananas. Non manca neppure il versante floreale con fresia, un accenno di gelsomino e rose bianca e gialla. Al gusto di buona struttura e personalità. In retrolfazione emergono le erbe aromatiche, soprattutto timo e maggiorana.

 

Star Of Bethlehem Baladi 2013 – Cremisan (PALESTINA)

100% baladi asmar

C’è una notevole carica di misticismo in questo vino. L’azienda Cremisan è palestino-isrealiana, di proprietà dell’Ordine dei Salesiani. Vi lavorano insieme cristiani, musulmani ed ebrei, in sintonia, in una sorta di porto franco. Il colore del vino nel calice è piuttosto scarico di antociani e può ricordare quello del pinot nero. Al naso percepiamo un frutto fresco e croccante. Nitide note di bosco e sottobosco come lampone, ribes rosso, fragolina, cui si accompagna anche una parte agrumata di arancia rossa sanguigna. In bocca si aggiungono note balsamiche, bacca di ginepro e aghi di pino. Nel finale di nuovo la croccantezza del frutto e un ricordo di menta.

 

Igt Toscana Boscobruno 2015 - Vallepicciola (ITALIA)

100% pinot nero

Pinot nero di Castelnuovo Berardenga, in piena zona di Chianti Classico. Naso esuberante di ciliegia, visciola e lampone. Molto evidente anche il corredo floreale, dalla rosa di macchia al glicine, per poi proseguire con violetta e un tocco di lavanda. La componente speziata è ancora in divenire ma già si percepiscono cannella, un accenno di noce moscata e una punta di anice stellato.

 

Artist Series Meritage 2010 - Chateau Ste Michelle (STATI UNITI)

74% cabernet sauvignon, 18% merlot, 5% cabernet franc, 3% malbec

Siamo in una zona desertica, la Columbia Valley, nello stato di Washington. Vino di notevole eleganza in cui il contributo del rovere americano non è particolarmente invadente. Decisamente fini le spezie, si riconoscono cannella e cardamomo. Si avverte poi il legno di sandalo. Ben percepibile il frutto, espresso soprattutto da susina della California, ciliegia nera e cassis. In bocca morbidezza, avvolgenza, un ritorno di erbe aromatiche e una nota di cioccolato nel finale.

 

Haut Condissas 2004 - Domaine Rollan De By (Bordeaux – FRANCIA)

Uvaggio di varietà bordolesi

Haut-Médoc, zona sabbiosa, vicino al mare. La parte fruttata di questo vino è ancora contraddistinta all’olfatto da freschezza agrumata, arancia sanguinella, viola, glicine e lavanda essiccata. Ci sono le erbe, di nuovo la menta già trovata in alcuni vini precedenti, poi il timo e la maggiorana. Molto elegante la componente balsamica di eucalipto e di bacca di ginepro. In bocca amalgama perfetta tra struttura, morbidezza e tannino.


I vini

West Hill Blend 2015 - Usadba Divnomorskoye (RUSSIA)

Uvaggio di syrah, malbec, cabernet sauvignon, cabernet franc

Splendida cantina collocata sul Mar Nero, a conduzione italiana. Il corredo olfattivo di questo vino è di grande finezza, improntato soprattutto sui frutti di bosco. Anche le note floreali sono evidenti, declinate su rosa, bulbose primaverili e fiori bianchi. In bocca la personalità è decisamente più prorompente, tipica anche della giovane età del vino. Si percepisce una struttura esuberante, sia come alcol sia come tannino.

 

Janus Cabernet Franc 2015 - Domaine de Thun/Cotarella (Frausseilles – FRANCIA)

100% cabernet franc

Azienda situata a nord di Tolosa, in una zona molto particolare, caratterizzata da un vento di agosto che si incanala verso le colline e rinfresca le temperature. La prima sensazione all’esame olfattivo è quella di una nota spiccatissima di grafite. Si fa largo successivamente una punta piccante di pepe bianco e pepe di Sichuan. Il frutto è legato a mirtillo, cassis e mora di rovo. In bocca il vino è a tutto tondo. Il tannino non ha nulla di amaro, è piacevolmente saporito. L’affinamento in legno lascia, in questa fase ancora giovanile del vino, qualche traccia, ma mai invadente o sopra le righe.

 

Bolgheri Superiore DOC Opera Omnia 2015 - La Madonnina (Toscana – ITALIA)

Uvaggio di cabernet sauvignon, cabernet franc, merlot

«Autoctono deve essere il terreno, non l’uva. Tra cent’anni si dirà che il cabernet e il merlot sono autoctoni di Bolgheri», afferma senza esitazioni Cotarella. Profumi incentrati su ricordi di frutta croccante, agrume, arancia, ciliegia e visciola. È percepibile un aspetto di mineralità di pietra focaia e ardesia. L’aspetto gusto olfattivo è di grande spessore, con una struttura che già ha raggiunto un proprio equilibrio nonostante la giovane età del vino.

 

Lazio Rosso IGP Montiano 2014 - Famiglia Cotarella (Lazio – ITALIA)

100% merlot

Avventura iniziata con gemme provenienti da Saint-Émilion innestate su vecchie viti di trebbiano. A detta di molti «il vino che ha acceso le luci del Lazio». Siamo sul cratere di un vulcano spento, che fa sì che la mineralità sia la prima caratteristica percepibile all’esame olfattivo. Seguono sentori floreali di rose antiche, spaziature di varie tipologie di pepe, bacche di coriandolo essiccate, cardamomo. Ben presente una nota di pesca. La bocca è ricca di una notevole freschezza di piccoli frutti neri aciduli. A seguire erbe officinali e una grande eleganza tannica, che sfuma sul cacao.