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Valpolicella, attrazione fatale in rosso


Valpolicella, attrazione fatale in rosso

Per la fortunata rassegna Vinovagando, la penultima tappa del viaggio attraverso lo Stivale tocca una delle aree di maggiore attrattiva e suggestione del panorama vitivinicolo italiano, la Valpolicella.

Conduce la serata Bruno Ferrari, Relatore abilitato per diverse lezioni del Secondo Livello e, come lui stesso si definisce, grande appassionato di territori e della combinazione “zona, vitigno e vino”.

 

La Valpolicella è incastonata tra il lago di Garda e i monti Lessini. Questa collocazione geografica fa in modo che risenta di influenze climatiche differenti e diametralmente opposte: da un lato clima temperato e mite, dall’altro correnti di aria fredda. Ma, oltre al clima, è anche la matrice geologica a dare impronte uniche ai vini. La Valpolicella in tutto consta di 19 comuni in provincia di Verona. All’interno di questa area è compresa la sottozona che il disciplinare indica come “classica” e che è costituita da 5 comuni. La combinazione tra microclimi e caratteristiche del terreno fa sì che i vini da questi cinque comuni “iconici” siano molto differenti tra loro e ben caratterizzati. A Sant’Ambrogio in Valpolicella, con una predominanza di terreni compatti composti da calcare e marne, abbiamo vini di acidità più contenuta e con una maggior predisposizione a una struttura importante; a San Pietro in Cariano la matrice di tipo alluvionale favorisce una componente olfattiva di note speziate e balsamiche; a Fumane la preponderanza di rocce calcaree determina vini maggiormente caratterizzati dalla spinta floreale e da una importante predisposizione alla longevità; a Marano, vulcaniti, tufi e basalti danno vini eleganti, di elevata intensità e acidità, con sentori di ciliegia e prugna secca; a Negrar, infine, argilla e limo conferiscono note eleganti, di speziatura e di evoluzione nonché sapidità e struttura.

 

E i vitigni? Sono tre: corvina, rondinella e molinara (con il corvinone che può all’occorrenza sostituire la corvina sino a un massimo del 50%). Tre vitigni autoctoni, dunque, la cui combinazione nelle diverse zone porta a risultati sorprendenti per la loro unicità.


Il relatore

La degustazione tocca le tre denominazioni fulcro della Valpolicella (Valpolicella DOC, Valpolicella Ripasso DOC e Amarone DOCG), con un occhio di riguardo per quello che è uno dei vini principi della tradizione italiana, l’Amarone, di cui affrontiamo ben quattro diverse interpretazioni.

 

Valpolicella DOC Superiore 2012 - Roccolo Grassi

60% corvina, 15% corvinone, 20% rondinella, 5% croatina

Vi è utilizzo di uve fresche e uve appassite, in assemblaggio. Questo processo porta ad avere contemporaneamente un vino fruttato e strutturato. 20 mesi in barrique e botti grandi, rubino intenso al calice. Bell’impatto olfattivo, con note di fiori appassiti, confettura di ciliegia, un tocco di speziatura e un lieve accenno di tabacco. All’assaggio si avvertono componenti di morbidezza vellutata e un tannino dolce ed elegante.

 

Valpolicella Ripasso DOC Classico Superiore Solane 2014 - Santi

70% corvina, 30% rondinella

Il Ripasso fa una seconda fermentazione con l’aggiunta delle bucce pressate utilizzate per ottenere l’Amarone. Il nome “Solane” deriva da solai, a indicare il luogo dove anticamente si realizzava l’appassimento delle uve, all’aperto. Affinamento prima in barrique e poi in botte grande, ha un colore più profondo e austero rispetto al precedente. L’esame olfattivo rivela un frutto più evoluto, unitamente a sentori di humus e sottobosco. La speziatura è evidente, così come i ricordi mentolati e balsamici. All’esame gusto olfattivo oltre alla morbidezza si avverte una notevole freschezza. Ritornano le note di menta in retrolfazione.

 

Amarone della Valpolicella DOCG Classico Proemio 2010 – Santi

50% corvina, 30% corvinone, 20% rondinella

Dal latino “proemio”, premio, a sottolineare le caratteristiche di questo vino al vertice della produzione aziendale. Pigiatura a febbraio e fermentazione per cinque settimane e, in seguito, affinamento per due anni con legni di differenti dimensioni tostature. Colore granato, decisamente indice di evoluzione. Fiori in appassimento, frutto marcatamente maturo di prugna secca e ciliegia sotto spirito, a seguire tabacco, cannella e cacao amaro e, a chiudere, sentori balsamici. Il sorso si rivela fresco e con una bella trama tannica.


I vini

Amarone della Valpolicella DOC Riserva 2008 - Monte Zovo

80% corvina, 10% corvinone, 10% rondinella

Appassimento per 120 giorni, crio-estrazione, fermentazione per 20 giorni, poi tonneaux e botte grande. Rispetto al precedente, l’approccio è più tradizionale. Anche alla vista il colore è decisamente più cupo e più compatto. Ciliegie scure, prugna e speziatura declinata verso la noce moscata. Sentori di radici, soprattutto di liquirizia e, a finire, una pennellata balsamica. La sensazione all’assaggio è di una grande morbidezza con un tannino perfettamente armonizzato, ma al tempo stesso ancora una lunga prospettiva di longevità.

 

Amarone della Valpolicella DOC Classico Riserva Fracastoro 2006 - Villabella

70% corvina, 20% rondinella, 10% corvinone

Prodotto solo nelle annate particolarmente favorevoli, è dedicato a Gerolamo Fracastoro, medico e filosofo cinquecentesco. Affinamento in tonneaux e botti di Slavonia. Consistenza notevole, frutto sotto spirito, spezie e note ferruginose. In bocca molto morbido, con un effetto pseudocalorico ben avvertibile ma non fastidioso. Ritornano note tostate e di cioccolato. Persistenza molto lunga.

 

Amarone della Valpolicella DOC Classico Riserva Le Origini 1997 – Bolla

75% corvina, 25% rondinella

12 mesi in barili, 36 mesi in botte grande. Granato con un colore ancora vivace. Frutto macerato, note speziate, uva passa, foglie secche e sottobosco. Segue la componente eterea, con accenti decisamente terziari. All’esame gusto olfattivo si percepisce ancora la freschezza, nonostante i ventun anni passati dalla vendemmia, e si avverte ancora la vibrante vitalità del tannino. La morbidezza è avvolgente, ma ben compensata dalla componente polifenolica.