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Masterclass: i grandi vini rossi dolci


Masterclass: i grandi vini rossi dolci

La seconda Masterclass organizzata a margine della presentazione del libro di Massimo Zanichelli «Il grande libro dei vini dolci d’Italia», è dedicata ad alcune delle migliori espressioni di vini rossi dolci nel panorama nazionale.

Dalle tonalità purpuree dei recioti veneti al rubino degli aromatici piemontesi e altoatesini, dalla fittezza violacea del sagrantino umbro sino alla solare complessità cromatica dell’aleatico elbano: ancora una volta, si propone dinanzi all’appassionato un vero e proprio viaggio esperienziale lungo tutta la Penisola.

 

La formula non cambia, Massimo ci propone la degustazione alla cieca di sei vini dolci di diverse cromie, tutte accomunate dalla riconducibilità alla famiglia dei vini rossi.

 

Trentino Moscato Rosa DOC 2017 – Roberto Zeni - Schwarzhof

Parte delle uve viene vendemmiata a settembre con appassimento in fruttaio, mentre la restante parte è destinata alla vendemmia tardiva nel mese di novembre. Il vino è cristallino con un colore rubino intenso. Avvicinando il calice al naso, è intenso l’impatto floreale seguito da rimandi balsamici. Al palato si presenta denso, potente; la bocca si riempie di aromi di viola, rosa canina, cannella e chiodi di garofano. Spicca la freschezza, complice la scelta di non eseguire la fermentazione malolattica. Eccellente la persistenza.


Il relatore

Valcalepio Moscato Passito DOC 2012 – Castello di Grumello

Il secondo calice si presenta di un colore rosso porpora pieno. Avvicinandolo al naso, è immediato il rimando balsamico seguito da fiori appassiti e spezie nere. L’assaggio si gioca su tutt’altri equilibri rispetto al vino precedente: è più austero, con la dolcezza efficacemente contrastata dalla brillante freschezza di arancia sanguinella e da una maggiore sapidità. La componente polifenolica è perfettamente integrata nel vino.

 

Toscana Aleatico IGT Nanerone 2013 - Piandibugnano

Il terzo vino si presenta a noi con cromie granate. I profumi riportano all’entroterra costiero del grossetano, con macchia mediterranea, una leggera nota marina e erbe medicinali. Impercepibile l’uso della barrique, dove il vino matura per oltre 2 anni. Al palato è denso, dolce, morbido e carezzevole, di grande coerenza aromatica con i profumi percepiti al naso.

 

Recioto della Valpolicella Classico DOCG Capitel Monte Fontana 2000 – Fratelli Tedeschi

Uvaggio di corvina, corvinone e rondinella, dopo un appassimento di 4 mesi, il vino matura in botti di rovere di Slavonia per 2 anni. Il nostro calice ci inganna: è di un colore porpora fitto, pieno. Almeno visivamente, mai diremmo che si tratta di un vino “maggiorenne”. Naso e bocca ci reindirizzano verso profumi e aromi più consoni all’età: visciola e amarena, poi toni balsamici, di cacao amaro e vagamente ferrosi. L’assaggio è succoso, pieno, austero e non troppo dolce, complice anche un tannino setoso ma presente. Persistenza pressoché infinita.


I vini

Dòron 2013 – Eugenio Rosi

Marzemino in purezza, con appassimento delle uve per 3-4 mesi in cassette e maturazione del vino in barrique di ciliegio e rovere per 24 mesi, a cui seguono altri due anni in bottiglia. Il vino si presenta con un colore purpureo fitto. I profumi sono affumicati, di brace e spezie, seguiti dalla nota selvatica e di piccoli frutti neri tipici dell’uva. In bocca è irresistibilmente equilibrato, naturale: la morbidezza è bilanciata alla perfezione dalla componente alcolica e tannica. È slanciato, seppur di grande struttura, con rimandi affumicati e una lunga persistenza di amarena e cioccolato.

 

Rebecca 2006 - Tessère

Raboso, vitigno autoctono della zona del Piave, in purezza, vendemmiato tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre e poi lasciato appassire in plateau sino a gennaio. Alla fermentazione alcolica con lieviti indigeni seguono 2 anni di permanenza del vino in tonneau di più passaggi. Il colore è un porpora fitto. Il profilo olfattivo è altrettanto scuro, di olive, rimandi balsamici e di erbe aromatiche. In bocca l’acidità e la componente tannica evidenziano la grande gestione dell’appassimento delle uve e, garantendo equilibrio con la dolcezza, donano uno slancio infinito al vino, con un finale di forte impatto balsamico.

 

Finita la rassegna, ci sentiamo appagati e arricchiti. Massimo ha saputo compendiare brillantemente alcune delle più fulgide espressioni dei grandi vini dolci italiani.