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Alla scoperta del vermentino in Sardegna: espressioni in Gallura


Alla scoperta del vermentino in Sardegna: espressioni in Gallura

Mare cristallino, litorali di spiagge bianche alternate a fascinose rocce granitiche, grandi estensioni di sugherete, fitta e odorosa macchia mediterranea: questa è la Gallura e figlio della Gallura è il vermentino.

Guido Invernizzi, novarese di nascita, noto e apprezzato relatore, e Sofia Carta, sassarese di nascita, sommelier e degustatrice AIS, insieme ai rappresentanti delle aziende Vigne Sarrau, Tenute Olbios e Tenute Ledda, ci accompagnano alla scoperta del vitigno, dei vini e del meraviglioso territorio in cui ha origine il tutto.

 

La Gallura occupa la parte nord–orientale della Sardegna e possiede 1300 ha vitati che insistono su un suolo granitico, con componenti sabbiose e argillose che permettono anche la coltivazione di qualche vigneto storico a piede franco. La sua storia, come tutta quella della Sardegna, è molto antica. Parte dalla civiltà nuragica, esistita intorno al 1800 a.C. ed è stata influenzata dai Romani, dai Fenici, dai Bizantini e dagli Spagnoli. La viticoltura comincia a svilupparsi col Regno di Sardegna, proseguendo fino alla seconda metà dell’Ottocento e all’invasione fillosserica che distrusse in gran parte i vigneti. A partire dagli anni ’50 - ’60 sono le cantine sociali ad affermarsi, importanti per la ripresa della produzione. Oggi la situazione è decisamente migliorata, come avremo modo di verificare durante la degustazione.

 

Il vitigno vermentino ha probabilmente avuto origine dal Medio Oriente e, attraverso la Turchia, si è diffuso nel mar Egeo; i Greci lo portarono a Marsiglia e da qui arrivò in Liguria, in Piemonte, nella zona tirrenica, in Corsica e infine in Sardegna.

 

Il suo grappolo è medio–grosso, mediamente spargolo; predilige ambienti collinari arieggiati, soleggiati e vicini al mare, terreni asciutti, scistosi, da disfacimento granitico.


Il relatore

A parità di grado zuccherino delle uve, il vermentino presenta un’acidità del mosto più alta quando allevato in suoli alluvionali granitici di recente formazione, dando vini vivaci ed eleganti, caratterizzati da note di fiori frutta bianca e agrumi. Su suoli alluvionali granitici più antichi, l‘acidità del mosto è più bassa e i vini sono più grassi e potenti, con sentori di frutta esotica a polpa gialla e fiori gialli. I terreni granitici conferiscono al vitigno mineralità e sapidità, sue caratteristiche fondamentali.

 

La degustazione

 

Vermentino di Gallura DOCG Superiore Soliànu 2017 - Tenuta Matteu – Vitivinicola Ledda

Il vigneto si presenta come una terrazza sul mare, a circa 400 m s.l.m., davanti all’Arcipelago de La Maddalena, molto esposto ai venti e al sole. Vinificazione solo in acciaio, si presenta con un colore paglierino vivace. Al naso si percepiscono sentori di agrumi, frutta e fiori bianchi e una spiccata mineralità, prettamente marina. In bocca prevale una sapidità molto intensa, con sensazione amaricante sul finale e ritorni di frutta e di fiore. Tagliente, diretto, secco, con corrispondenza gusto–olfattiva perfetta.

 

Vermentino di Gallura DOCG Soliànu 2016 – Tenuta Matteu – Vitivinicola Ledda

Di un anno più evoluto del precedente, proveniente dallo stesso vigneto, al naso si apprezzano sentori di frutto più evoluto, pescanoce, e quasi delle note di gas che esprimono una mineralità molto diversa rispetto al 2017. In bocca è più rotondo e vellutato, con sentori di macchia mediterranea e di erbe officinali, e persino rabarbaro. Anche in questo caso una corrispondenza gusto–olfattiva perfetta.

 

Vermentino di Gallura DOCG Superiore Sciala 2015 – Vigne Surrau

Proviene da Arzachena, da vigne su terreno prevalentemente granitico, con rese molto basse. Vinificazione in acciaio. Il colore è giallo paglierino, limpido e vivace. Al naso si percepisce il floreale della macchia mediterranea e una buona balsamicità, con sentori di resina e di idrocarburo. In bocca prevalgono freschezza e mineralità, alcol ben dosato e una sensazione piena e grassa. Il vino è lungo, persistente, fine e termina con una nota iodata.

 

Vermentino di Gallura DOCG Vendemmia Tardiva Sciala 2017 – Vigne Surrau

Fermentazione in botti da 20 hl, non tostate, per il 50 % e in vasche di cemento per il restante 50 %. Affinamento per 8 mesi in bottiglia. Il colore è giallo più dorato. Il naso evidenzia sentori di albicocca matura, fiore giallo e macchia mediterranea meno resinosa e salmastra. In bocca si apprezza un vino muscolare, pieno, sapido, con una nota rocciosa di ardesia e di macchia mediterranea. Bella persistenza e alcol perfettamente gestito.


I vini

Vermentino di Gallura DOCG Superiore Lupus in Fabula 2016 – Tenute Olbios

Nasce su un terreno granitico povero con rese molto basse. Proviene da una selezione massale di un vigneto storico a piede franco. Caratteristica è la tappatura in vetro. Il colore è giallo paglierino carico. Al naso è delicato, fine ed elegante, con sentori di biancospino, mirto, ginestra e sensazioni di pera. In bocca è verticale, con una bella concentrazione alcolica, freschezza e sapidità. Sentori di liquirizia sul finale e persistenza lunga.

 

Vermentino di Sardegna DOC In Vino Veritas 2007 – Tenute Olbios

Vinificazione particolare, a partire da una sovramaturazione dei grappoli in pianta, macerazione pellicolare dell’uva per una notte, fermentazione alcolica in acciaio ed evoluzione a contatto con le fecce fini per 30 mesi, in parte in contenitori di acciaio e in parte in barrique. Imbottigliato nel 2014, il colore è ambrato. Al naso si sentono amarena macerata, frutta secca, delle note mielose e di zucchero caramellato, e spezie. In bocca è secco, balsamico, complesso.

 

E ora, come se non fossimo già stati sufficientemente stupiti, ecco una sorpresa finale!

 

Vermentino di Sardegna DOC Azzesu 2015 – Tenuta del Vulcano Pelao – Vitivinicola Ledda

Prodotto nell’area vulcanica di Bonnanaro, nel Meilogu, su suoli basaltici, a 730 m s.l.m.. Fermentazione in acciaio e affinamento in bottiglia di almeno nove mesi, colore paglierino quasi dorato. Al naso è prevalentemente floreale e minerale con note sulfuree e smaltate. Si percepiscono sentori balsamici, mediterranei e di piccoli frutti rossi. In bocca si apprezza la sapidità vulcanica in tutta la sua espressione. Estrema complessità gusto–olfattiva e lunga persistenza.

 

In conclusione, in questa serata abbiamo avuto la conferma che il vermentino è un vitigno meraviglioso. Ma non solo, è anche plasmabile e versatile, può essere vinificato in tutti i modi possibili, dando sempre dei grandi risultati, e ha un’ottima capacità di invecchiamento.