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Sei sfumature di rosa: l’altro volto della Francia


Sei sfumature di rosa: l’altro volto della Francia

Stasera non si parla di Champagne, né di bianchi e rossi francesi da sempre punto di riferimento edonistico e qualitativo per ogni produttore e appassionato di vino. Stasera si parla di un’altra Francia, quella “naturalmente rosé”.

In Italia molti pensano ancora che il rosato sia una via di mezzo tra il bianco e il rosso, un vino senza senso né identità, ma non c’è nulla di più sbagliato. Lo sanno bene in Francia dove si produce il 6% del rosé mondiale e dove la bellissima tradizione regionale di vini rosa è assai valorizzata.

 

In Costa Azzurra e lungo il corso del Rodano si trovano tre terroir brillantemente vocati alla produzione di vini rosati e dalla lunga e consolidata tradizione nella vinificazione di vitigni come cinsault, grenache, mourvèdre, syrah, clairette e tibouren. Di questi, la Côte de Provence è la denominazione più grande che si estende su poco più di 20.000 ettari, l’AOC Bandol - decisamente più piccola - comprende terrazzamenti disposti su 1.500 ettari e Tavel è universalmente nota per l’impareggiabile livello qualitativo dei suoi vini rosati. Queste zone, pedoclimaticamente variegate e in cui si adottano tecniche produttive diversificate, danno vita a vini territoriali di grande classe e qualità anche, e soprattutto, grazie alle numerose uve autoctone capaci di esprimere sfumature davvero uniche.

 

Con la sapiente guida di Artur Vaso, miglior sommelier della Lombardia 2017 e più volte finalista del concorso miglior sommelier d'Italia, abbiamo scoperto sei diverse sfaccettature di questa Francia rosé attraverso un’avvincente degustazione.


Il relatore

CÔTES DE PROVENCE

Il paesaggio provenzale ha un fascino particolare grazie al susseguirsi di colline che scendono fino alle pianure di fronte al mare, al caldo clima mediterraneo dalla crescente influenza marittima da sud a nord e al Mistral che soffia attraverso Pirenei e Massiccio Centrale. Questa ampia area si è specializzata nel corso degli anni nella produzione di vini rosati, tanto da definire una precisa scala cromatica delle sei sfumature di rosa dei suoi vini: melone, mango, pesca, pomelo, mandarino e ribes rosso. I vini di questa regione hanno uno stile inconfondibile di finezza ed eleganza attingendo all’ampio patrimonio di vitigni (principali e secondari): il cinsault che dona freschezza, finezza e gusto fruttato, la grenache che regala audacia, ampiezza e potenza, il mourvèdre che dà corpo e tannini fini, il syrah che offre struttura e colore e il tibouren - un biotipo del rossese di Dolceacqua - che aggiunge finezza.

 

Confidentielle Rosé 2018 - Domaine de Figuière

cinsault e grenache

Tra Tolone e Saint-Tropez, in una posizione ideale tra il Mar Mediterraneo e il massiccio dei Maures, sorge il Domaine Saint André de Figuière, un’azienda a un paio di chilometri dal mare, certificata biologica, che produce un rosato sotto l’AOC Côtes de Provence La Londe. Da cinsault e grenache nasce Confidentielle, un vino dalla splendida veste color buccia di cipolla tenue che al naso regala profumi dolci di frutta gialla e in particolare di albicocche. In bocca è delicato, morbido e setoso.

 

Ikon Rosé 2018 - Château Hermitage Saint Martin Famille Fayard

grenache, cinsault e syrah

Nel territorio di Cuers si trova la piccola tenuta della famiglia Fayard che, grazie alla sua incomparabile posizione, può godere di condizioni perfette per la viticoltura: a ridosso delle montagne, a 400 m s.l.m. e su un terreno di argilla e sassi, sorge questo gioiello di 17 ettari che produce Ikon da grenache, cinsault e syrah. Il rosa tenue è molto simile al precedente, mentre i profumi floreali ed erbacei più freschi evidenziano l’altimetria in vigna. In bocca è pieno e gastronomico, con una sferzante freschezza.

 

BANDOL

Questa denominazione è forse la più importante del territorio, tanto che i suoi vini erano già conosciuti e amati dalla corte parigina nel XVI secolo. Questa zona ha tutto il fascino della Provenza più tradizionale, con un terroir generoso in grado di regalare splendidi rosati dalla buona longevità. Le viti sono disposte su grandi terrazzamenti che scendono verso la costa attraverso un suggestivo anfiteatro naturale di colline ricoperte di boschi; i terreni sono prevalentemente calcarei, ma non mancano quelli pietrosi con intrusioni di marne sabbiose. Grazie all’esposizione sud di fronte al mare e alle quasi tremila ore annue di sole, il mourvèdre trova qui la sua espressione elettiva insieme a grenache e cinsault, regalando vini rosati dotati di struttura e personalità sconosciute altrove.

 

Château Romassan 2018 - Domaines Ott

mourvèdre 55%, cinsault 20%, grenache 15%, syrah 10%

Nel Var occidentale, su terreni di calcare, arenaria, marna e ghiaia, è situata l’azienda di Marcel Ott, un ingegnere agrario alsaziano che già alla fine dell’800 aveva l’obiettivo di creare grandi vini della Provenza da vitigni nobili. Questo vino è il punto di riferimento per i vini Bandol: il colore è seducente, molto simile ai precedenti. Al naso si apre con bellissime note floreali e dopo aerazione evidenzia sentori di ciliegia, melograno e fragolina di bosco, mentre il sorso avvolge il palato, rendendo questo vino morbido ed elegante. La chiusura leggermente amaricante, che evidenzia il pompelmo rosa e l’arancia, è ben bilanciata da un’ottima acidità e una grandiosa sapidità.


Bandol Rosé 2018 - Domaine Tempier

mourvèdre 50%, grenache 27%, cinsault 23%

Nei 38 ettari di proprietà tra mare e pendii ripidi inondati di luce, sorge la tenuta della famiglia Tempier, nel cuore di Bandol. Il rosato dell’azienda ha un colore salmone dalla splendida tonalità e dall’intensità più ricca dei vini precedenti, probabilmente per i vitigni e la conservazione in vasche di cemento prima dell’imbottigliamento. Al naso è molto espressivo e denota profumi di melograno, frutti di bosco, ribes rosso, anguria, ma anche erbe aromatiche fresche e corteccia. In bocca è strutturato, denso e avvolgente, dotato di buona sapidità.


I vini

TAVEL

Questa tipologia, considerata spesso come la migliore espressione di rosato al mondo al punto che si dice che «nel mondo il vino può essere bianco, rosso, rosé... e Tavel», nasce in un territorio di eccezionale unicità. Il clima è tipicamente mediterraneo, caratterizzato da una ridotta piovosità e mitigato dal soffio del Mistral. Si distinguono tre formazioni geologiche: les lauses, terreni con fortissima presenza di pietre piatte calcaree che donano un carattere spiccatamente minerale e una fine sapidità aromatica, les galets, uno spettacolo di pietre di 10-30 cm dal colore ruggine che conferisce ai vini la densità e la dolcezza del frutto, la struttura e la profondità, e les cailloutis, suoli leggeri, caratterizzati da sabbia e piccoli sassi, che favoriscono un perfetto drenaggio dell’acqua e garantiscono ai vini note eleganti, fini e sapide. Per questa AOC i 9 vitigni accettati (dove ognuno non può superare il 60% della composizione totale) possono essere vinificati solo con macerazione a freddo per 12-48 ore. Il risultato è un vino che abbaglia per il colore rosa brillante intenso, con sfumature che vanno dal topazio all’ambra.

 

La Dame Rousse 2018 - Domaine de la Mordorèe

grenache 60%, mourvèdre 10%, cinsault 10%, syrah 10%, bourboulenc 5%, clairette 5%

Da un’azienda familiare che gestisce il vigneto in modo biologico e un approccio biodinamico, nasce un vino dal colore splendido e lucente, dal profumo esplosivo di fragola, ciliegia, mora, spezie e terra bagnata. In bocca è ricco e omogeneo.

 

La Forcadière 2018 - Domaine Maby

grenache 50%, cinsault 20%, grenache blanc, syrah, mourvèdre

Da una famiglia di calzolai nasce l’azienda che produce oggi tre diversi Tavel: uno ricco di personalità, uno più gastronomico e uno improntato sulla tradizione. Quest’ultimo, in degustazione, ha una veste che richiama la ciliegia, un profumo importante dello stesso frutto unito al pepe nero, al rabarbaro, alla china e alla terra bagnata. In bocca è meno fresco del precedente ma più largo e omogeneo, con un finale più marcato e leggermente amaricante.