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Esseri speciali


Pomodori Alla madre dei miei figli, a tutte le madri e a tutte le donne

Qualche sera fa, osservando una vecchia fotografia di mia moglie, una polaroid del 1974, mi sono soffermato a pensare a quell’essere speciale con il quale ho avuto la fortuna di condividere gran parte della mia vita.

Scrutando quell’istante fissato nel tempo, mi sono accorto di non aver mai dato il giusto peso al suo immenso valore. Stavo guardando la madre dei miei figli che, come tutte le madri, soffrendo aveva dato alla luce il bimbo tra le sue braccia.
Quanto invidiamo noi, esseri normali, le doti particolari di esseri speciali, che riescono a creare capolavori in tutti i campi, senza pensare che tutto, prima o poi, verrà cancellato dal tempo, senza capire quanto sia speciale una madre nel suo gesto più naturale, accarezzare un bimbo che piange. Una mano capace di lenire ogni male: è pranoterapia? No, qualcosa di più forte, è amore, quello che le madri sanno dare naturalmente, l’unica cosa che il tempo non riuscirà mai a cancellare.


Non so quanto tempo ho trascorso ad accarezzare con gli occhi quella foto, ma ho capito che il suo sguardo d’amore posato con semplicità e naturalezza sull’esserino appena nato, attaccato al seno ancora acerbo di una giovane donna nel fiore degli anni, era e sarà per sempre l’opera d’arte più bella del creato.
Vorrei continuare a parlare di questo argomento, ma lo farò attraverso una ricetta, tanto semplice quanto naturale, che donna Valeria, la madre dei miei figli, preparava e continua a preparare per la loro e mia gioia.


Ricetta: Pappa col pomodoro

Gli ingredienti sono:
pomodori
pane (quello avanzato)
olio extravergine d’oliva
una spolverata di parmigiano reggiano.


Si parte da un buon sugo di pomodoro (il “pomo d’oro”, come lo chiamò nel 1500 il padre della botanica italiana, Pier Andrea Mattioli, discostandosi dal nome originario “tomatl” dato a questa piantina dagli Atzechi, anche se preferisco prendere come etimo quello derivante dalle truppe transalpine, che nel 1700 lo chiamavano “pomme d’amour” per la convinzione che avesse provate proprietà afrodisiache).
Per ottenere un buon sugo, il pomodoro deve essere maturo, aver trasformato il più possibile gli acidi in zuccheri. Usate, se potete, il Pachino IGP o dell’ottimo datterino sardo.
In una pentola disponete della cipolla di Tropea IGP tagliata molto fine, una carota a pezzetti e un gambo di sedanina (più aromatica del sedano a costa grossa), aggiungete olio extravergine d’oliva, magari umbro o toscano, i pomodori tagliati a metà, un pizzico di sale e coprite con un coperchio.
Fate sobbollire per almeno un’ora, poi versate il sugo nel passaverdura sino ad ottenere una salsa omogenea, che rimetterete a sobbollire. Non usate il coperchio in questa fase, per far evaporare tutta l’acqua di vegetazione sino a quando il sugo non avrà raggiunto una giusta densità. Alla fine aggiustate di sale e unite alcune foglie di basilico ligure strappato a pezzetti.
Prendete del pane toscano, è il migliore per questa preparazione, ammorbiditelo alcuni istanti nell’acqua e togliete la crosta. Disponetelo nel piatto, unito al sugo, con un filo di olio extravergine, parmigiano e pepe nero appena macinato (solo per i grandi).
L’ultima volta che ho assaggiato la pappa col pomodoro mi trovavo nella splendida San Gimignano e l’ho accompagnata con una vernaccia, ma avrei voluto gustare questo piatto con un sangiovese rosato.