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La storia della patata


PatateEccomi qui con una nuova ricetta, anzi con una bella favola che narrerà storie di conquistadores, di pirati, di galeoni e caravelle, una splendida avventura... quella della patata

Per raccontarvela, ho viaggiato nel tempo (io posso farlo, voi umani no) e sono tornato al 1532, quando Franzisco Pizarro, quel triste 16 novembre, si fortificò in quel di Cajamarca, in Perù, con l'intento di fare prigioniero Atahualpa. Quel che successe fu una carneficina, vittime della quale rimasero Atahualpa con il suo seguito, alcune migliaia di soldati praticamente inermi.

Pochi sopravvissero in quell'enorme piazza, la mattanza era stata pianificata nei minimi dettagli: quando Athaualpa, scortato su una portantina per incontrare amichevolmente Pizarro, era arrivato al centro della piazza, i soldati appostati a cerchio avevano cominciarono a sparare, con il preciso ordine di salvare solo il re inca. Compiuta la strage, per salvare Athaualpa fu chiesta un'ingente quantità di oro, argento, pietre preziose per Pizarro, i suoi fratelli e il re di Spagna Carlo V.


La storia colloca Pizarro come IL grande conquistatore dell'Impero Incama, come dicevano i pochi amici che aveva, rimaneva sempre quel rozzo "guardiano di porci", lavoro che aveva svolto da ragazzo vivendo come un trovatello senza educazione né ideali. Guidato solo dall'avidità e dall'ambizione, morì ucciso in un agguato mentre stava pranzando. Così va la vita e così è stata scritta la storia, ma la patata dov'è? Ce l'ha un marinaio, un tale Pablo Cortez, che sul galeone carico d'oro, argento e pietre preziose per il re Carlo V, non sa di portare il dono più prezioso, un po' di quei tuberi, che aveva sicuramente assaggiato e visto in fiore.
La storia non lo dice, ma a Pablo le patate non erano piaciute, mentre i fiorellini sì, e siccome era un marinaio di animo gentile e romantico - per quanto lo si poteva essere su quei trabiccoli di legno popolati da uomini che la nostra fantasia immagina con una gamba di legno o la benda sull'occhio -, aveva pensato di portare un fiore alla propria amata. Pensate che bello: la patata, fonte di cibo per generazioni di esseri umani, che sta per arrivare nel vecchio mondo non come cibo, ma come dono d'amore.


Non andò così, appena sbarcati tutto il carico fu requisito dalle guardie del Re, e Pablo che già pregustava la gioia negli occhi della sua amata davanti a quella piantina dai fiori bianchi e violetti (nel frattempo la patata era già fiorita), imparò a sue spese che a volte ciò che più vorresti offrire alla persona che ami ti viene sottratto, perché è la vita a decidere per noi, secondo i propri disegni, imperscrutabili per gli umani. Fu così fu che Pablo perse la piantina senza sapere che la storia in qualche modo l'avrebbe ripagato con l'immortalità.
Qualche anno dopo la morte di Pablo un nobile eclettico in cerca di nuove sensazioni, il Conte José Coruna di Siviglia, ne affidò alcuni tuberi al suo cuoco. Il risultato fu un flop: le patate cotte male, ma soprattutto non selezionate a livello clonale, erano acide al gusto e molto acquose. Ne risultava qualcosa di freddo e umido, considerato nocivo per l'uomo. Esisteva una teoria, infatti, secondo la quale tutti gli appartenenti al regno animale e vegetale per loro natura erano composti da due elementi: caldoe freddoda un lato, seccoe umido dall'altro.
L'unione di questi elementi in percentuale variabile in ogni organismo vivente ne determinava il temperamento. Negli esseri umani il temperamento era condizionato dagli agenti umorali: sangue, flemma, bile gialla e bile nera. Tutto ciò era poi collegato ai quattro elementi della vita (acqua, aria, terra e fuoco) che uniti ne marcavano il carattere.
Pertanto il carattere poteva essere:
sanguigno, che combinava calore e umidità e ha l'essenza dell'aria. 
bilioso o collerico, che combina calore e secchezza con il fuoco.
flemmatico, tipico di persone fredde e umide con elemento acqua.
melanconico, freddo e secco con elemento terra.
Fate bene attenzione, tre elementi (acqua, aria, terra) erano componenti essenziali dei cibi, il fuoco era il mezzo per cambiarne l'essenza attraverso la cottura e renderli quindi sicuri all'uomo.


Riassumendo: ogni essere umano ha un suo caattere dettato dai propri agenti umorali, influenzati dall'elemento di appartenenza, che ne determinano il modo di vivere ma soprattutto la salute. E visto che anche il cibo ha un proprio temperamento, finirà per influenzare, positivamente o in negativo, l'umore e la salute di ogni persona. Pensate che tutte le verdure, anche a foglia, in quanto provenienti dalla terra erano considerate di natura secca e dovevano essere tritate e bollite, mentre bulbi e tuberi in quanto pericolosamente umidi (a livello quasi mortale) dovevano essere fritti per renderli più asciutti.
Ecco perché per circa duecento anni la nostra patata non troverà spazio se non come pianta ornamentale in qualche regale giardino, anzi in Borgogna nel 1651 uno studio medico denunzierà la nostra patata come apportatrice di moltissime malattie tra cui la peste.
Vi ho già detto che molte volte il fato sceglie per noi. Nella nostra storia il destino fu un naufragio, un galeone spagnolo dell'Invincibile Armada attaccato da Francis Drake, corsaro pirata, nominato ammiraglio e Sir dalla Regina Elisabetta, che si andò ad arenare sulle coste irlandesi intorno al 1588; la nostra patata fu accolta come un grande dono, un tubero commestibile che aiutò gli irlandesi, nel 1700, a superare una grave carestia. Essi ne scoprirono le proprietà nutrizionali e la bontà, ma non solo, coroncine di fiori di patata cingevano le teste delle spose in segno augurale (l'avesse saputo il mio amico Pablo!).


Ed ecco che in Francia nel 1737 nasce Antoine Parmentier, chimico, agronomo e nutrizionista, con il pallino di risolvere il problema delle frequenti carestie che in quel periodo falcidiavano l'Europa. Fu così che quando nella città di Besançon nel 1771 fu indetto un concorso per cercare vegetali che potessero sostituire i cereali in tempo di carestia, il nostro Parmentier, già accanito mangiatore di patate e provetto cuoco, si presentò con una dissertazione sulla patata e ottenne l'approvazione e l'appoggio del re Luigi XVI. I francesi diventarono col tempo grandi estimatori di patate, da consumare soprattutto fritte.
Tra storia e leggenda si racconta che Maria Antonietta amasse appuntare i fiorellini delle patate sia tra i capelli che nei vestiti (tantissime piante trovarono il loro habitat nei giardini di Versailles), e si narra che fu proprio l'odore delle "pommes frites", emanato dai carrettini dei venditori ambulanti per le vie di Parigi, l'ultimo profumo avvertito quel 16 ottobre 1793, quando venne giustiziata.
La patata si diffuse così in tutta Europa. In Germania, ad Offemburg nel Baden, nel 1853 i tedeschi eressero una statua a Sir Francis Drake, con una dedica significativa alla base: milioni di uomini che coltivano la terra benedicono la sua immortale memoria.


Mi piace terminare qui la storia, tra mito e realtà, e vorrei cambiare per una volta il finale, lasciando a Pablo la possibilità di vedere gli occhi che ogni uomo vorrebbe vedere, quelli della donna che ti ama davanti a un dono così prezioso... dei fiorellini bianchi e viola.


Ricetta: Gnocchi al burro, zucchero, cannella e parmigiano

Ingredienti per 4 persone:
un chilo e 200 grammi (circa) di patate, io uso le Bintje olandesi, meglio se "vecchie"
un uovo
circa 300 grammi di farina, ma dovete aver la capacità di capirne la giusta consistenza
un pizzico di sale.


Ora impastate il tutto, sino ad ottenere un composto consistente e nel contempo morbido, fate dei rotolini del diametro di un dito, e tagliateli in tanti gnocchetti, a me piacciono piccoli. Dategli forma arrotolandoli sul retro della grattugia e tuffateli nell'acqua bollente salata, sino a quando non galleggiano (se tutto è stato fatto bene, pochi minuti).
Il condimento è semplicissimo: grattate del parmigiano, della cannella e aggiungete zucchero. Dai, fatemi la domanda: quanto di tutto ciò? Non avete ancora capito la magia di questo piatto? Se siete più salati, più formaggio, siete più speziati andate di cannella, o se siete dei dolcioni via di zucchero, non dimenticate comunque che tutti e tre gli ingredienti devono essere presenti, a voi il libero arbitrio.
Mescolate a freddo questa pozione magica, mettetene un mucchietto in una ciotola, se volete nel piatto di portata, e del burro fuso nel quale avrete fritto una foglia di salvia in un'altra ciotolina. Ora fate così: uno gnocco prima nel burro e poi... se mi invitate sappiate che io sono più salato e speziato che dolce.
Sto bevendo un Pinot Gris Aoc Kuentz-Bas (Alsazia): l'abbinamento è consigliato dall'associazione maghi dell'abbinamento.
Buon appetito!