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Duello di una notte di mezza estate a colpi di calice

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Il duello del vino, il tradizionale appuntamento di fine stagione sulla terrazza del Westin Palace Hotel per una serat...

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TASTE CAMP 3: dialogare al buio

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L’ultima serata estiva del ciclo Taste Camp si conclude con una degustazione completamente alla cieca di otto vini, in...

Recensioni | Sara Missaglia

TASTE CAMP 2. Certe notti

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Guidati da Luisito Perazzo, un maestro della sensorialità, la seconda serata in terrazza è un' affascinante degustazio...

Recensioni | Sara Missaglia

TASTE CAMP 1. Autoctoni, che passione!

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Anche quest’anno AIS Milano ripropone il consueto appuntamento estivo in terrazza, partendo con una serata dedicata ai...

Recensioni | Daniela Recalcati

Mosnel: territorio, ricerca e qualità sostenibile

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Giulio Barzanò ci presenta l’azienda che conduce insieme alla sorella Lucia. Giunta alla quinta generazione di viticol...

Recensioni | Giuseppe Vallone

Recensioni

Nicolas Feuillatte, chi ha paura delle cooperative?


Nicolas Feuillatte, chi ha paura delle cooperative?

La domanda è volutamente provocatoria: così Alberto Lupetti dà il via alla serata dedicata allo champagne Nicolas Feuillatte.

Il sapore è quello della novità, l’obiettivo – dichiarato – è quello di rompere il paradigma che vede cooperativa e qualità su sponde diverse, distanti dal lusso, dall’eccellenza e dall’esclusività: “Se è per molti non ha valore”; e la lezione è presto fatta.

 

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Château Musar: come nasce un mito


Château Musar: come nasce un mito

Ogni produttore di vino ha una grande fortuna: lavorare con qualcosa di vivo, che dovrebbe continuare a tenere in vita.

È stato questo il modus operandi di Serge Hochar, produttore dall’intuito geniale e dall’animo gentile, figlio di quel Gaston che nel Libano, con le sue valli e le aspre catene montuose, il clima mediterraneo e un sottosuolo ricchissimo, aveva visto una regione accogliente e generosa, la “terra promessa” dei suoi vini e della sua azienda, Château Musar.

 

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La nobile dolcezza del Tokaji


La nobile dolcezza del Tokaji

Luigi XIV lo definì «il re dei vini, il vino dei re» nel ‘700. Sempre in quegli anni lo Zar di Russia inviò un’intera legione a presidiarne e garantirne la realizzazione e la fornitura.

Si tratta dell’ungherese Tokaji, il più antico vino prodotto da acini colpiti da Botrytis Cinerea, la muffa nobile.

 

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Bordeaux e oltre


Bordeaux e oltre

Una serata dedicata ai vini di Bordeaux, per approfondire il mito della regione vinicola più estesa di Francia. Un gigante sia per fama che storia, un colosso produttivo da oltre cinque milioni di ettolitri l’anno.

Bordeaux, grazie alla sua vasta superficie, vanta varie conformazioni di terreno, mentre il clima è un elemento fisso catalogato come temperato oceanico.

 

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Vini “oceanici”: un viaggio attraverso tre continenti


 Vini “oceanici”: un viaggio attraverso tre continenti L’aria è splendente, oggi: che meraviglia!

Senza morsi né speroni né briglia

ce ne partiamo a cavallo del vino…

(C. Baudelaire, Il vino degli amanti)

Per il sommelier, viaggiatore per indole, ogni calice con i suoi profumi e le sue sensazioni racchiude in sé la storia, la cultura, le tradizioni, il legame con la terra di un popolo.

 

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Valle d’Aosta: fascino ad alta quota

Valle D’Aosta: fascino ad alta quotaLa giornata dedicata al 53° compleanno dell’Associazione Italiana Sommelier si conclude per il quarto anno consecutivo con un seminario dedicato a una regione italiana.

Quest’anno tocca alla Valle d’Aosta, raccontata da una delle sue voci più autorevoli, Alberto Levi.

 

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A spasso per la Francia: alla scoperta dei grandi rossi d’oltralpe


 A spasso per la Francia: alla scoperta dei grandi rossi d’oltralpe I grandi vini di Francia. Ossia: miscellanea di alto profilo del meglio che sa offrire la Francia del vino. Samuel Cogliati, nella prima delle quattro serate dedicate ai grandi vini francesi, racconta la genesi della miniserie di incontri, due declinati in rosso e due in bianco, pensati per i soci di AIS Milano.

Non è facile mettere insieme tanti vini di territori diversi; non è facile, soprattutto, trovare un filo conduttore.

 

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Master Toscana, sfaccettature e caratteri locali


Sfaccettature e caratteri locali, varietà di uva e stili produttivi, elementi climatologici e di terroir

Ancora un master, ancora tutto esaurito, ancora lui: Armando Castagno.

Dieci lezioni da tre ore l'una, per un totale di trenta ore e una durata di sei mesi. Dopo i master su Borgogna, l'Altra Borgogna, Chianti Classico e Campania, stavolta giochiamo con la Toscana.

 

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La verticale di Michel Furdyna: grandi vini e grandi bottiglie


 La verticale di Michel Furdyna: grandi vini e grandi bottiglie Una verticale storica, ambiziosa e rara, che entrerà nella memoria di AIS Milano: otto annate dello stesso vino, a ritroso tra il 2002 e il 1988, del Domaine Michel Furdyna.

Non sono tutte le annate rivendicate come millesimi: sono le grandi annate che hanno tracciato pietre miliari nella storia dello champagne, in un confronto ideale e diretto tra vini realizzati esattamente con le medesime modalità.

 

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La barbera del Sannio, vitigno in cerca di un nome


 La barbera del Sannio, vitigno in cerca di un nomeDa un lato Vinitaly, con le grandi aziende che fanno notizia, la luce dei riflettori, la moltitudine di appassionati e curiosi, il grande battage dei servizi televisivi. Dall’altro la serata AIS di Guido Invernizzi che anticipa la manifestazione veronese,

un appuntamento imperdibile che, giunto alla sua ottava edizione, negli anni propone un immaginario viaggio lungo la nostra penisola alla ricerca di frontiere enologiche autoctone da riscoprire e valorizzare.

 

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