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Champagne: l'evocativa sublimazione dell'essere vino

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Un’altra degustazione fiore all’occhiello dell’edizione 2019 di Enozioni a Milano. Un viaggio in sei tappe, che a sorp...

Recensioni | Barbara Sgarzi

Solaia, il Rinascimento del vino italiano. Verticale di sei annate

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«Questo è il numero di dicembre 2000/gennaio 2001 della rivista americana Wine Spectator, contenente la classifica dei...

Recensioni | Marco Agnelli

L’antica Tracia tutta da scoprire: i vini bulgari

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La produttività vinicola della Bulgaria è in costante crescita. I vini bulgari, prodotti con vitigni autoctoni, si fan...

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I Tre TENOri: le voci del vino incontrano il vino che “parla”

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Qual è il senso della degustazione Tre TENOri? Non è dedicata a una zona, non ha un unico esperto, potrebbe essere la ...

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Alsazia, i vini del "bel giardino" d’Europa

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La produzione vitivinicola alsaziana punta sempre più al bio e alla biodinamica. Enozioni 2019 non poteva non aprir...

Recensioni | Giulia Cacopardo

Recensioni

Master Toscana, sfaccettature e caratteri locali


Sfaccettature e caratteri locali, varietà di uva e stili produttivi, elementi climatologici e di terroir

Ancora un master, ancora tutto esaurito, ancora lui: Armando Castagno.

Dieci lezioni da tre ore l'una, per un totale di trenta ore e una durata di sei mesi. Dopo i master su Borgogna, l'Altra Borgogna, Chianti Classico e Campania, stavolta giochiamo con la Toscana.

 

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La verticale di Michel Furdyna: grandi vini e grandi bottiglie


 La verticale di Michel Furdyna: grandi vini e grandi bottiglie Una verticale storica, ambiziosa e rara, che entrerà nella memoria di AIS Milano: otto annate dello stesso vino, a ritroso tra il 2002 e il 1988, del Domaine Michel Furdyna.

Non sono tutte le annate rivendicate come millesimi: sono le grandi annate che hanno tracciato pietre miliari nella storia dello champagne, in un confronto ideale e diretto tra vini realizzati esattamente con le medesime modalità.

 

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La barbera del Sannio, vitigno in cerca di un nome


 La barbera del Sannio, vitigno in cerca di un nomeDa un lato Vinitaly, con le grandi aziende che fanno notizia, la luce dei riflettori, la moltitudine di appassionati e curiosi, il grande battage dei servizi televisivi. Dall’altro la serata AIS di Guido Invernizzi che anticipa la manifestazione veronese,

un appuntamento imperdibile che, giunto alla sua ottava edizione, negli anni propone un immaginario viaggio lungo la nostra penisola alla ricerca di frontiere enologiche autoctone da riscoprire e valorizzare.

 

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La “chimera” minerale


 La “chimera” minerale Il concetto di mineralità nel vino è tanto affascinante quanto sfuggente: «che vi sia ciascun lo dice/dove sia nessun lo sa».

Come spiega Samuel Cogliati, diversi studi, condotti recentemente in Francia e Svizzera, hanno dimostrato come il termine sia utilizzato sempre più frequentemente, ma spesso a sproposito;

 

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Casa Vinicola Scarpa: una grande verticale di Rouchet Briccorosa


Casa Vinicola Scarpa: una grande verticale di Rouchet Briccorosa

«Abbiamo fatto bene a scegliere di vederci questa sera per affrontare una verticale di sei annate di Rouchet Briccorosa!», esordisce con entusiasmo Armando Castagno.

La scelta di realizzare una degustazione di rouchet (meglio noto come ruchè) procedendo a ritroso fino all’annata 1996 vuol dire, in primis, raccontare la storia affascinante di un vino e di una cantina storica e, secondariamente, andare oltre l’inestirpabile sottovalutazione nazionale dei vitigni aromatici, sia di quelli propriamente detti sia, più in generale, di quelli, come il ruchè, dotati di una non trascurabile marcatura terpenica.

 

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Degustare, l’imponderabile arte di capire un vino


 Degustare, l’imponderabile arte di capire un vino«Qui è il fascino del vino: nella sua vitalità irrazionale e sempre mutevole, non troppo diversa da quella di un organismo umano»

Quel fascino, che aveva conquistato Mario Soldati, cela l’anima del vino, quella che ogni degustatore cerca di scorgere quando si trova ad assaggiarlo.

 

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Albana, Botrytis Cinerea e Fattoria Zerbina: Scaccomatto!


Albana, Botrytis Cinerea e Fattoria Zerbina: Scaccomatto!

Punto di partenza di questa partita è la reputata semplicità del vitigno albana, dai più considerato di minor pregio nel confronto con altre specie a bacca bianca.

Fattoria Zerbina, sin dal primo assaggio, smentisce questa prospettiva riduttiva, proponendo un vino da uve botritizzate dalle eccellenti qualità organolettiche, riducendo l’incontro a una veloce vittoria alla stregua del “matto del barbiere”.

 

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Una grande verticale di Franciacorta Extra Brut Villa


Una grande verticale di Franciacorta Extra Brut Villa

Quando si parla di Franciacorta con Nicola Bonera è sempre festa! Perché nessuno meglio di lui, giovane campione ma con alle spalle una carriera più che ventennale, bresciano e ambasciatore del Metodo Classico, può raccontare le meraviglie di questa terra.

Franciacorta, ci ricorda Bonera, è un termine che a partire dal 2002 basta a se stesso, identificando territorio e metodo produttivo.

 

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La nobiltà espressiva del nebbiolo da Barolo


La nobiltà espressiva del nebbiolo da Barolo

Una delle degustazioni più intime e attese della rassegna Enozioni 2018: Luisito Perazzo, attorno a un tavolo occupato da pochi fortunati, ci ha regalato “perle di nobiltà” con sei calici ammalianti.

Il vino di Alba era rinomato già in epoca romana e vi sono tracce di “nibiòl” nel periodo medievale, ma le origini del moderno Barolo si collocano intorno al 1830, quando il Marchese Carlo Tancredi Falletti – banchiere e proprietario terriero - sposò Juliette Colbert de Maulevrier, pronipote del ministro delle finanze di Luigi XIV.

 

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Tokaji, l'essenza della dolcezza


Tokaji, l'essenza della dolcezza

La regione viticola di Tokaj, situata oltre il 48° parallelo nel nord-est dell’Ungheria, è nota per i vini botritizzati.

Il motivo è facilmente intuibile se si considera che gran parte dei vigneti è fiancheggiata dal fiume Bodrog.

 

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