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L’Irpinia e il suo patrimonio di diversità

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In compagnia di Monica Coluccia, alla scoperta delle differenti espressioni che il fiano può dare a Montefredane e Lap...

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Il Casertano con i suoi vini da vitigni autoctoni

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Intrigante viaggio degustativo con Guido Invernizzi, a partire dalla storia millenaria della Campania per arrivare a s...

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A caccia di pinot nero sulla collina di Mazzon

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Con Gabriele Merlo alla scoperta di uno dei grandi cru del pinot nero in Italia. Gli “addicted” di pinot nero lo ri...

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Recensioni

A spasso per la Francia: alla scoperta dei grandi rossi d’oltralpe


 A spasso per la Francia: alla scoperta dei grandi rossi d’oltralpe I grandi vini di Francia. Ossia: miscellanea di alto profilo del meglio che sa offrire la Francia del vino. Samuel Cogliati, nella prima delle quattro serate dedicate ai grandi vini francesi, racconta la genesi della miniserie di incontri, due declinati in rosso e due in bianco, pensati per i soci di AIS Milano.

Non è facile mettere insieme tanti vini di territori diversi; non è facile, soprattutto, trovare un filo conduttore.

 

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Master Toscana, sfaccettature e caratteri locali


Sfaccettature e caratteri locali, varietà di uva e stili produttivi, elementi climatologici e di terroir

Ancora un master, ancora tutto esaurito, ancora lui: Armando Castagno.

Dieci lezioni da tre ore l'una, per un totale di trenta ore e una durata di sei mesi. Dopo i master su Borgogna, l'Altra Borgogna, Chianti Classico e Campania, stavolta giochiamo con la Toscana.

 

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La verticale di Michel Furdyna: grandi vini e grandi bottiglie


 La verticale di Michel Furdyna: grandi vini e grandi bottiglie Una verticale storica, ambiziosa e rara, che entrerà nella memoria di AIS Milano: otto annate dello stesso vino, a ritroso tra il 2002 e il 1988, del Domaine Michel Furdyna.

Non sono tutte le annate rivendicate come millesimi: sono le grandi annate che hanno tracciato pietre miliari nella storia dello champagne, in un confronto ideale e diretto tra vini realizzati esattamente con le medesime modalità.

 

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La barbera del Sannio, vitigno in cerca di un nome


 La barbera del Sannio, vitigno in cerca di un nomeDa un lato Vinitaly, con le grandi aziende che fanno notizia, la luce dei riflettori, la moltitudine di appassionati e curiosi, il grande battage dei servizi televisivi. Dall’altro la serata AIS di Guido Invernizzi che anticipa la manifestazione veronese,

un appuntamento imperdibile che, giunto alla sua ottava edizione, negli anni propone un immaginario viaggio lungo la nostra penisola alla ricerca di frontiere enologiche autoctone da riscoprire e valorizzare.

 

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La “chimera” minerale


 La “chimera” minerale Il concetto di mineralità nel vino è tanto affascinante quanto sfuggente: «che vi sia ciascun lo dice/dove sia nessun lo sa».

Come spiega Samuel Cogliati, diversi studi, condotti recentemente in Francia e Svizzera, hanno dimostrato come il termine sia utilizzato sempre più frequentemente, ma spesso a sproposito;

 

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Casa Vinicola Scarpa: una grande verticale di Rouchet Briccorosa


Casa Vinicola Scarpa: una grande verticale di Rouchet Briccorosa

«Abbiamo fatto bene a scegliere di vederci questa sera per affrontare una verticale di sei annate di Rouchet Briccorosa!», esordisce con entusiasmo Armando Castagno.

La scelta di realizzare una degustazione di rouchet (meglio noto come ruchè) procedendo a ritroso fino all’annata 1996 vuol dire, in primis, raccontare la storia affascinante di un vino e di una cantina storica e, secondariamente, andare oltre l’inestirpabile sottovalutazione nazionale dei vitigni aromatici, sia di quelli propriamente detti sia, più in generale, di quelli, come il ruchè, dotati di una non trascurabile marcatura terpenica.

 

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Degustare, l’imponderabile arte di capire un vino


 Degustare, l’imponderabile arte di capire un vino«Qui è il fascino del vino: nella sua vitalità irrazionale e sempre mutevole, non troppo diversa da quella di un organismo umano»

Quel fascino, che aveva conquistato Mario Soldati, cela l’anima del vino, quella che ogni degustatore cerca di scorgere quando si trova ad assaggiarlo.

 

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Albana, Botrytis Cinerea e Fattoria Zerbina: Scaccomatto!


Albana, Botrytis Cinerea e Fattoria Zerbina: Scaccomatto!

Punto di partenza di questa partita è la reputata semplicità del vitigno albana, dai più considerato di minor pregio nel confronto con altre specie a bacca bianca.

Fattoria Zerbina, sin dal primo assaggio, smentisce questa prospettiva riduttiva, proponendo un vino da uve botritizzate dalle eccellenti qualità organolettiche, riducendo l’incontro a una veloce vittoria alla stregua del “matto del barbiere”.

 

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Una grande verticale di Franciacorta Extra Brut Villa


Una grande verticale di Franciacorta Extra Brut Villa

Quando si parla di Franciacorta con Nicola Bonera è sempre festa! Perché nessuno meglio di lui, giovane campione ma con alle spalle una carriera più che ventennale, bresciano e ambasciatore del Metodo Classico, può raccontare le meraviglie di questa terra.

Franciacorta, ci ricorda Bonera, è un termine che a partire dal 2002 basta a se stesso, identificando territorio e metodo produttivo.

 

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La nobiltà espressiva del nebbiolo da Barolo


La nobiltà espressiva del nebbiolo da Barolo

Una delle degustazioni più intime e attese della rassegna Enozioni 2018: Luisito Perazzo, attorno a un tavolo occupato da pochi fortunati, ci ha regalato “perle di nobiltà” con sei calici ammalianti.

Il vino di Alba era rinomato già in epoca romana e vi sono tracce di “nibiòl” nel periodo medievale, ma le origini del moderno Barolo si collocano intorno al 1830, quando il Marchese Carlo Tancredi Falletti – banchiere e proprietario terriero - sposò Juliette Colbert de Maulevrier, pronipote del ministro delle finanze di Luigi XIV.

 

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