Messaggio

A scuola con Mario Maffi

Prima lezione del Corso Superiore di Approfondimento in viticoltura: forme di allevamento della vite e il germogliamento

germolio“Cerchiamo di fare un’agricoltura integrata che rispetti il più possibile l’ambiente.” Con le parole dell’enologo Mario Maffidell’Azienda Montelio di Codevilla ha avuto inizio, sabato 17 aprile, la prima giornata del Corso Superiore di Viticoltura organizzato dall’AIS di Milano.

“Non a caso abbiamo lasciato dei boschetti intorno alle vigne - ha proseguito Maffi - ed abbiamo consentito al gruppo naturalistico di Lentate sul Seveso di costruire, accanto alle piante, 230 nidi artificiali che hanno permesso il ritorno nella zona di cinciallegre, codirossi e verdorini.”

Fiorenzo Detti con Mario MaffiUn’azienda a misura di ambiente, quindi, dov’è stata adottata la tecnica dell’inerbimento, pratica utilizzata per ricoprire il terreno della vigna con manto erboso. “Seminare del tappeto verde significa macinare l’erba tre volte all’anno per lasciarla sul terreno. Solo in primavera mettiamo del disseccante sotto i filari per evitare che l’erba tolga nutrimento alle piante durante il periodo vegetativo”. Gli effetti positivi dell’inerbimento sono numerosi: - permette di avere, anche col brutto tempo, un terreno uniforme e pulito da fanghiglia che consente di operare in vigna già dal giorno successivo alla pioggia; - migliora la qualità polifenolica dell’uva dopo il quarto-quinto anno; - evita erosione e frane nelle vigne con alta pendenza; - favorisce la fertilità del terreno. L’enologo Mario Maffi ha portato il gruppo in vigna mostrando una vite di Barbera appena piantata.

“Prima di scegliere il vitigno occorre valutare bene il terreno e il clima in cui ci si trova ad operare - ha spiegato - Noi ci troviamo in un anfiteatro naturale che ci protegge dalle correnti d’aria e dalle grandinate violente, con bassissima piovosità annuale. In base a queste caratteristiche sono stati scelti due portainnesti e tre cloni di Barbera poco produttivi, con grappoli spargoli e pezzatura medio-piccola. Il risultato è che, con 26 ettari in produzione, non superiamo mai i 2000 quintali di uva, con una media di 78 quintali per ettaro. Per darvi l’idea, ci sono aziende nella zona che producono 130 quintali di uva per ettaro. La differenza sta, ovviamente, nella qualità del prodotto che si vuole ottenere.”

In vignaMaffi ha proseguito spiegando le fasi di crescita della vite. “Il nodo d’innesto della vite deve rimanere quattro dita sopra la linea del terreno per evitare che la pianta emetta radici al di sopra dell’innesto, radici che sarebbero facilmente attaccabili della fillossera. Il primo anno è delicatissimo per la pianta, per questo cerchiamo di coltivarla al meglio, tenendo sempre pulito il terreno da erbacce. I primi trattamenti iniziano a fine giugno e proseguono fino alla metà di ottobre. Il secondo anno provvediamo con la spollonatura lasciando solo due germogli per pianta e collochiamo i primi tutori che creeranno la struttura della vigna.” I filari di barbera distano 2,30 metri l’uno dall’altro con una densità d’impianto di 5.300 ceppi per ettaro. “Il terzo anno effettuiamo la prima vera potatura, mentre il quarto anno iniziamo col processo di inerbimento del terreno con graminacee. A quel punto però la pianta sarà già diventata completamente adulta.” La mattinata didattica è proseguita tra i filari dove l’enologo ha analizzato i sistemi di allevamento impiegati dall’azienda e i trattamenti effettuati sulla vite.

Il gruppo ha concluso la giornata visitando la cantina e degustando i seguenti vini dell’azienda Montelio, accompagnati da affettati e formaggi misti.

Müller Thurgau La Giostra 2007

Colore paglierino con lame dorate. Al naso sentori di banana matura, camomilla, tisane e resina. In bocca persistenza interessante. Abbinamenti: grigliate di pesce, pasta alle verdure, trofie al pesto, quartirolo.

Il pranzoOltrepò Pavese Rosato Frizzante DOC 2009 (Uva rara, Croatina e Barbera)

Colore rosa confetto brillante, con naso di lampone, fragola, amarena, mirtilli, rosa selvatica e ritorni di anice. Al palato è fresco e abbastanza persistente. Ottimo come aperitivo o con carni bianche e salumi.

Oltrepò Pavese Pinot nero DOC Costarsa 2005

Rosso rubino con unghia granata. Note speziate, vaniglia e sentori erbacei. In bocca chiude con bella struttura e ritorni di confettura di ribes. Si abbina con la cacciagione da piuma.

Oltrepò Pavese Rosso Riserva DOC 2004 (Barbera, Croatina, Pinot nero)

Rosso granato con riflessi aranciati. Al naso emergono note di spezie, prima su tutte il pepe nero poi a seguire liquirizia, vaniglia e sottobosco variegato. Trova il suo giusto abbinamento con le carni rosse, i formaggi stagionati e la selvaggina da pelo.

Bianco IGT Noblerot da uve stramature 2006 (Cortese, Moscato e Malvasia aromatica)

Brillante, paglierino con riflessi dorati. Al naso è intenso con note aromatiche di confetture e spezie. In bocca è morbido e di media persistenza. Ottimo con formaggi erborinati o con pasticceria secca.

17 aprile 2010