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Oltrepò Pavese: l’emozione che viene da un territorio unico

 

Oltrepò PaveseLa passione e l'amicizia di un gruppo di vignerons che si raccontano attraverso i loro vini.

«L'obiettivo di questa serata è sradicare dalla mente di quelli della mia generazione un'immagine dell'Oltrepò Pavese legata ad una certa fase storica: l'immagine dei furgoni che arrivavano a Milano con le damigiane!».

Francesco Albertini, degustatore AIS, conduttore della serata, mette subito in chiaro che qui si parla di una terra molto vocata per la viticultura di qualità, di lunga tradizione, che purtroppo è stata in parte dimenticata ma che sta tornando ai livelli di riconoscimento che giustamente merita.


Cinque aziende simbolo dell'Oltrepò sono ospiti questa sera in sala, per dar voce al territorio.


L’eleganza del Pinot nero: Azienda Agricola Frecciarossa.
Valeria Radici narra la storia del pinot nero in terra oltre padana. Il vitigno vi è stato portato intorno al 1850. Il territorio si è subito rivelato molto ben disposto ad accoglierlo, permettendogli di esprimersi in maniera eccellente. La caratteristica del pinot nero in Oltrepò risiede soprattutto nella balsamicità.
"Giorgio Odero" 2010, Pinot Nero dell' Oltrepò Pavese DOC, 100% pinot nero. Vino proveniente da una singola vigna di circa 25 anni, molto ben esposta e con una vena di calcare bianco sottostante. Colore scintillante. Note balsamiche ben presenti e riconoscibili; rosmarino, tenue nota di menta fresca. Fiori bianchi, caprifoglio. Frutto delicato di lampone e fragole di bosco. Avvolgente in bocca. Tannino elegante e molto levigato.


I protagonistiL’importanza della zonazione: Azienda Agricola Bisi
Con Claudio Bisi si inizia a parlare di zonazione, per anni infatti si è ritenuto l'Oltrepò pavese come un'unità territoriale unica. L'Azienda Bisi si è invece fatta carico di un lavoro di zonazione iniziato con la collaborazione dell'Università di Milano. L'azienda ha progressivamente iniziato a vinificare separatamente i singoli cru.
"Roncolongo" 2012, Oltrepo Pavese DOC, 100% barbera. Al naso subito ciliegia, poi note floreali di garofano. Cioccolato, liquirizia e delicata nota di erbe aromatiche che ricordano la foglia di alloro essiccato. Bocca decisamente calda, con una piacevole scorrevolezza data da un tannino anche in questo caso ben levigato.


La valle Solinga ed il Buttafuoco: Azienda Agricola Picchioni
Andrea Picchioni inizia la sua attività nel 1988 nella piccola valle Solinga, fatta di terreni bianchi e di ciottoli di fiume. Una caratteristica del Buttafuoco, originario proprio di questa valle, è che i vitigni sono impiantati e vendemmiati tutti insieme nello stesso vigneto.
"Bricco Riva Bianca" 2012, Buttafuoco dell’Oltrepò Pavese DOC. 65% croatina, 25% barbera, 10% ughetta (o vespolina). Ciliegia, susina e nota di fragola. Note floreali, soprattutto di rosa. Ben distinguibili le erbe aromatiche, il timo e la maggiorana. E poi foglie, cioccolato, liquirizia. In bocca, si percepisce ancora una appagante scorrevolezza. Freschezza sorprendente, tannino molto dolce che sembra quasi formare una piacevolissima patina.


L’eccellenza del vigneto Cavariola: Azienda Agricola Bruno Verdi,
Paolo Verdi rappresenta la settima generazione di viticultori della famiglia. L’azienda a partire dall’anno 1980 inizia a lavorare il vigneto Cavariola, all’epoca non ancora di proprietà. Si tratta di un vigneto unico, particolarmente qualitativo. Paolo racconta che il vigneto, seppur attualmente in ristrutturazione, mantiene ancora il vecchio sesto di impianto originale.
"Cavariola" 2012, Oltrepo Pavese Rosso Riserva DOC, croatina 55%, barbera 25%, uva rara 10%, ughetta di canneto 10%. Fruttato scuro, mora di rovo, ciliegia nera. Legno di cipresso, gelatina di frutta. Elegante note speziate di pepe rosa, a seguire liquerizia, menta, alloro, maggiorana. Tannino pronunciato ma tutt'altro che astringente.


La salaRovescala, la “capitale” della croatina: Azienda Fratelli Agnes
L'azienda, dice Sergio Agnes, si concentra pressoché esclusivamente sulla vinificazione della croatina. Vitigno simbolo del territorio, è stato catalogato la prima volta intorno al 1850, ed è particolarmente rappresentativo della zona di Rovescala, dove ci sono ancora molte vigne vecchie che sfiorano il secolo di vita. Era anche definita dai contadini "bonarda pignola”.
"Millennium"2008, Bonarda dell'Oltrepò Pavese DOC, 100% croatina. Aspetto rubino intenso. Al naso anice stallato, curcuma, tabacco. Poi frutto complesso, dalla fragola alla ciliegia nera alla mora di rovo, che vira solo leggermente verso la confettura. Nota floreale di rosa appassita. In bocca bella freschezza e struttura aggraziata, tannino importante ma non invasivo.


Una serata autentica, intensa, ed emozionale, in cui i produttori ospiti sono riusciti ad esprimere la voce di un territorio importante, probabilmente ancora non adeguatamente considerato. Una voce complessa che passa attraverso la valorizzazione dei vitigni autoctoni (includendo di fatto tra essi anche il pinot nero) e l'esaltazione dei cru.