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Sancerre, cristalli liquidi scolpiti nella selce


 Sancerre, cristalli liquidi scolpiti nella selce o Loira, terra di castelli e di grandi vini: Luisito Perazzo, miglior sommelier d’Italia 2005 e relatore AIS, ci guida alla scoperta di una delle denominazioni più celebri di questo territorio, Sancerre.

La AOC è composta prevalentemente da vini bianchi, ottenuti da sauvignon; il disciplinare permette la produzione in sedici villaggi (Sancerre, Bué, Chavignol, Verdigny e Ménétréol tra i più rilevanti) caratterizzati da quattro diverse tipologie morfologiche e geologiche che danno origine a vini molto differenti. Le quattro varietà di suolo non sono nettamente divise, spesso si sovrappongono, arricchendo il vino di vibratile personalità.

 

Les Caillottes, dal terreno calcareo-argilloso, che dona raffinatezza, profumi di cassis e bosso: i vini qui si prestano a un’evoluzione medio/bassa; nelle Marne di Kimmeridgen, ricche di fossili marini, si ottengono vini molto fruttati, con note di glicine e fiori bianchi e dai sentori iodati e minerali, più strutturati e longevi; vini meno immediati, più difficili ma di personalità, si producono con il terreno siliceo-argilloso; invece i vini più profumati e “semplici” provengono dai terreni sabbiosi.

 

Le origini della viticoltura in questa regione risalgono all’epoca romana, ma è solo dal 1816 che la coltivazione di sauvignon blanc diviene preponderante; dopo l’attacco della fillossera, sul finire del XIX secolo, oltre ai reimpianti di sauvignon blanc, verrà introdotto anche il pinot noir, da cui ottengono vini rossi e rosati, che rappresenta attualmente il 14% della produzione.


Il relatore

Il clima della Loira è continentale, con significative escursioni termiche, favorevole per il sauvignon blanc: i vini prodotti da questo vitigno si distinguono per i sentori tipicamente erbacei e intensamente fruttati: in bocca rivelano solitamente un carattere aromatico e minerale. I sauvignon di Sancerre sono caratterizzati da un variegato bouquet, con note di pompelmo, buccia di limone, ginestra, glicine, ribes rosso, uva spina, frutto della passione, pietra focaia e selce; con l’evoluzione possono emergere sentori di zenzero, salvia, frutta tropicale matura, mela cotogna, fino ad arrivare, dopo quasi un decennio, a effluvi di spezie dolci, marzapane, funghi champignon e rabarbaro. Acidità, struttura e persistenza caratterizzano questi vini, insieme all’inconfondibile elemento minerale, che può assumere carattere gessoso, di roccia bagnata, di pietra focaia, di selce, di sale affumicato.

 

Eccellente con i frutti di mare, il Sancerre si abbina tradizionalmente con il Crottin de Chavignol, un formaggio di latte caprino a crosta fiorita.

 

DEGUSTAZIONE

 

La Grande Côte 2015 Pascal Cotat è un cru, ottenuto da viti di 50 anni, non filtrato; il terreno è marnoso, con grande presenza di gesso. Giallo paglierino, al naso rivela delicati sentori di frutta bianca (pesca, mela verde), note di fiore di sambuco e una leggera sfumatura iodata. All’assaggio si dimostra invece di bella struttura, molto morbido, avvolgente, ma con una sapidità sempre presente: il finale lascia una leggera sensazione pseudo-calorica.

 

Le MD de Bourgeois 2013 Henri Bourgeois affina in acciaio sulle fecce fini e proviene da un terreno calcareo-siliceo ricco di fossili. Emergono al naso intensi profumi agrumati, note di frutta tropicale, salvia, sbuffi iodati. Al sorso è armonioso, equilibrato, sapido, con un’acidità tesa e affilata, di grande lunghezza.

 

Guigne-Chèvres 2013 Domaine Vacheron è un vino biodinamico, proveniente da terreni argillosi e calcarei; sosta 10 mesi in barrique di rovere. Giallo dorato; spiccano inizialmente sentori boisé, seguiti da note erbacee, di ginestra, di frutta gialla matura, spezie dolci, miele e tabacco biondo, con un leggero fondo di pietra focaia. Alla morbidezza in bocca fa da contrappunto una piacevole vena minerale e sapida, a cui segue un gradevole finale amaricante.


I vini

Mégalithe 2011 Domaine La Perrière deve il suo nome alla notevole componente silicea del terreno; sosta 8 mesi in barrique. Al naso si apre con lentezza, con echi minerali, rocciosi, fumé, d’incenso; al sorso è carnoso, denso, ma non perfettamente armonioso: tra foglie secche e sbuffi di fumo la nota fruttata, presente in sottofondo, non riesce a districarsi.

 

La Demoiselle 2011 Alphonse Mellot fermenta in barrique e sosta 7 mesi sur lies; il terreno è calcareo-argilloso. Si apre con profumi che ricordano il miele, a cui seguono sentori di noce e nocciola, caramella mou, mela cotogna, pera cotta e una nota ossidativa. In bocca, dopo l’iniziale slancio acido, si ferma.

 

Haut de La Pouisse 2006 La Pouisse è un cru del comune di Bué, caratterizzato da terreni marnosi e silicei. Dal calice si sprigionano i sentori del mare d’inverno: alghe, gesso, roccia, note minerali, accompagnati da effluvi agrumati (bergamotto, limone) e floreali (glicine, ginestra). Fresco, sapido e minerale, all’assaggio emergono richiami fruttati e speziati, ben bilanciati con l’acidità; si rileva una leggera nota evolutiva. Ben definito, completo, chiude con una lunga persistenza.

 

Inattesa conclusione, un assaggio in rosso per ampliare il panorama sui vini di Sancerre: il pinot noir Sancerre Rouge Vendanges Entières 2014 Vincent Pinard ha spiccati profumi di fragola, ciliegia, rose, spezie dolci e una nota boisé (sosta 8-12 mesi in barrique); all’assaggio tornano i frutti rossi e le spezie, insieme a un tannino che richiede ancora qualche anno per ingentilirsi.